Categoria: Cronaca

  • Inchiesta appalti truccati, Cuffaro si avvale della facoltà di non rispondere

    Inchiesta appalti truccati, Cuffaro si avvale della facoltà di non rispondere

    L’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro si avvarrà della facoltà di non rispondere davanti al gip di Palermo e chiederà di fare soltanto dichiarazioni spontanee. L’ex presidente è indagato per corruzione, turbata libertà degli incanti e associazione a delinquere nell’ambito di una indagine su un comitato d’affari criminale che avrebbe pilotato appalti e concorsi pubblici. Il gip dovrà decidere sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura. Entrando a Palazzo di giustizia ha detto ai giornalisti di essere “fiducioso nella giustizia”.

  • Omicidio-suicidio Larimar Annaloro, per i periti della Procura di Caltanissetta non ci sono dubbi

    Omicidio-suicidio Larimar Annaloro, per i periti della Procura di Caltanissetta non ci sono dubbi

    Larimar Annaloro, la studentessa di 15 anni che è morta lo scorso anno a Piazza Armerina, nell’Ennese, si è suicidata. Secondo i periti della Procura per i minorenni di Caltanissetta, che già da diverse settimane hanno depositato sulla scrivania del capo dell’ufficio Rocco Cosentino gli esiti dell’esame autoptico effettuato sul corpo della ragazzina trovata impiccata a un albero nella zona verde dell’abitazione di contrada Malcristiano, in una zona distante 7 chilometri dal centro abitato, all’inizio di novembre dello scorso anno, non ci sono dubbi.

    Un gesto estremo da parte della giovane che quella mattina avrebbe avuto un acceso alterco con una compagna per la contesa di un ragazzo con cui chattava.  I genitori della ragazza hanno sempre sostenuto la tesi dell’omicidio, e su questa ipotesi di reato è stata aperta un’inchiesta dalla procura di Enna che indaga anche per “revenge porn”. Analisi sono state eseguite su 12 cellulari sequestrati qualche settimana dopo la tragedia.

  • Reti idriche siciliane, 40 milioni per modernizzare le infrastrutture

    Reti idriche siciliane, 40 milioni per modernizzare le infrastrutture

    Modernizzare le reti di distribuzione, ridurre le dispersioni idriche e automatizzare i sistemi di gestione: sono questi gli obiettivi del piano di investimenti da oltre 40 milioni di euro che l’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, guidato dall’assessore Francesco Colianni, porta a conclusione con tre decreti di finanziamento che chiudono l’esercizio finanziario 2025. 

    Le risorse, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, sono destinate alle Ati di Agrigento, Siracusa e Messina e sono destinate a interventi infrastrutturali strategici in territori particolarmente esposti alla crisi idrica aggravata dagli effetti del cambiamento climatico.

    Nel dettaglio, ad Agrigento viene assegnato un finanziamento di oltre 37,7 milioni di euro per la ristrutturazione e l’automazione della rete idrica comunale, un intervento di grande portata che segna il primo stralcio di un progetto complessivo di ottimizzazione dell’intero sistema di distribuzione.

    A Sortino, in provincia di Siracusa, l’investimento ammonta a 1,15 milioni di euro e consentirà la realizzazione di una nuova rete idrica nella zona sud-occidentale del centro urbano, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la continuità del servizio.

    A Longi, nel Messinese, vengono destinati circa 1,9 milioni di euro per completare e ristrutturare la rete idrica comunale, garantendo così una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse idriche del centro abitato.

    «Stiamo mettendo in campo tutte le risorse a disposizione per dare risposte concrete a una delle emergenze più gravi che la Sicilia si trova ad affrontare – afferma l’assessore Francesco Colianni – L’impegno del governo regionale è quello di intervenire su ciò che serve davvero, puntando su reti idriche efficienti e moderne. Il mio assessorato sta lavorando con determinazione e senso di responsabilità per realizzare questi obiettivi. Abbiamo rispettato i cronoprogrammi e trasformato le strategie in progetti cantierabili: è questo l’approccio pragmatico che intendiamo portare avanti. Desidero ringraziare il dipartimento Acqua e rifiuti, guidato da Arturo Vallone, l’ingegnere Mario Cassarà e tutti i professionisti che stanno contribuendo con competenza e impegno al raggiungimento di questi risultati».

     

  • Appalti pilotati: ascoltati oggi Romani, Iacono e Tomasino

    Appalti pilotati: ascoltati oggi Romani, Iacono e Tomasino

    Ascoltato oggi Saverio Romani  indagato nell’inchiesta che coinvolge anche l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, dal giudice per le indagini preliminari Carmen Salustro. L’indagine riguarda un comitato d’affari illegale che gestiva appalti e concorsi pubblici nella sanità, sia per Romano che per Cuffaro la procura ha chiesto l’arresto.

    Secondo l’accusa Romano avrebbero pilotato un appalto bandito dalla Asp di Siracusa al cui vertice era stato piazzato, proprio su pressione di Romano, il manager Alessandro Maria Caltagirone. “Noto che c’è qualcosa che non funziona in quel che è avvenuto. Ho subito una sentenza di condanna irrevocabile, non avendo ancora capito cosa mi si contesta” ha commentato Romano. “Io sono una delle personalità che più si è esposta per cambiare il sistema – ha spiegato – Qui si pone un tema che riguarda le custodie cautelari. Da quando è in vigore la legge, il numero di richieste di arresto è duplicato. È palese che qualcosa non funzioni”.

    Ascoltato oggi anche Antonio Iacono, direttore del Trauma center di Villa Sofia, che ha respinto tutte le accuse “Nessun favoritismo nel concorso e nessun aiuto per diventare primario” ha affermato. Iacono era anche il presidente della commissione di gara per il concorso finito sotto la lente d’ingrandimento della procura di Palermo, agli atti dell’inchiesta ci sono le registrazioni con i nomi dei candidati da sistemare. 

    Infine ascoltato dal giudice anche Giovanni Tomasino, direttore generale del Consorzio di bonifica della Sicilia occidentale, accusato di aver ricevuto tangenti per favorire un imprenditore segnalato da Totò Cuffaro. Anche in questo caso ci sarebbe un’intercettazione agli atti in cui emergerebbe l’accordo, ma Tomasino ha smentito l’ipotesi affermando “Non conosco l’imprenditore Alessandro Vetro e non mi risulta che abbia partecipato ad alcuna gara”.

  • Infrastrutture, 55 milioni stanziati per le strade provinciali siciliane

    Infrastrutture, 55 milioni stanziati per le strade provinciali siciliane

    Il governo Schifani attraverso l’assessorato regionale delle Infrastrutture, mobilità e trasporti, ha approvato il finanziamento di 41 progetti immediatamente cantierabili in tutte le nove province dell’Isola per un totale di oltre 54,9 milioni di euro. Il provvedimento rientra nel piano di manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale previsto dalla Manovra Ter, a renderlo noto il presidente Renato Schifani insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò 

    Rendere più sicure le strade provinciali siciliane è questo l’obbiettivo, le risorse sono state ripartite tra le nove province siciliane secondo criteri oggettivi che tengono conto per metà della popolazione residente e per metà dell’estensione della rete stradale di competenza, garantendo così una distribuzione equilibrata dei fondi sull’intero territorio regionale.

    La provincia di Palermo riceve il finanziamento più consistente, pari a 11,4 milioni di euro per la realizzazione di 3 progetti su diversi tratti delle strade provinciali.

    Segue la provincia di Catania, con 9,7 milioni di euro per un totale di 9 progetti, opere di rifacimento della pavimentazione e della segnaletica su numerose arterie provinciali.

    Alla provincia di Messina vanno 7,2 milioni di euro per 7 progetti che interesseranno interventi prevalentemente di mitigazione del dissesto idrogeologico in diverse aree del territorio, dalle Isole Eolie ai Nebrodi, passando per le zone Jonio-Alcantara e Tirrenica Centrale. 

    La provincia di Siracusa riceverà  di 5,6 milioni di euro un totale di 7 progetti destinati a lavori di manutenzione diffusa su tutto il territorio.

    Per la provincia di Agrigento sono previsti 4,7 milioni di euro per finanziare 2 progetti su vari tratti

    Alla provincia di Trapani sono stati destinati oltre 4,8 milioni  per un totale di 4 progetti. 

    Per la provincia di Caltanissetta sono stanziati 4,5 milioni di euro, saranno 4 i progetti che riguarderanno gli assi viari del territorio. 

    Alla provincia di Ragusa vanno 3,8 milioni di euro destinati a 4 progetti

    Infine la provincia di Enna riceve 3,1 milioni di euro, 1 solo progetto per la realizzazione di un viadotto al necessario per la riapertura al transito della strada.

  • Stromboli vuole l’autonomia: raccolta firme per staccarsi da Lipari

    Stromboli vuole l’autonomia: raccolta firme per staccarsi da Lipari

    Stromboli intende staccarsi da Lipari. È partita la raccolta firme per rendere l’isola autonoma: l’ha organizzata il comitato presieduto da Giuseppe Aurelio Fulco, e che vede già 200 iscritti, su 600 residenti, di cui 530 aventi diritto di voto.

    I rappresentanti del comitato hanno invitato tutti i residenti di Stromboli e del villaggio Ginostra con diritto di voto a partecipare “per contribuire all’emancipazione e allo sviluppo sostenibile ed economico della nostra bellissima isola per noi e per i nostri figli”.

    Gli strombolani ormai da tempo lamentano la lentezza degli interventi a livello amministrativo del Comune di Lipari, condizione esplosa in modo evidente dopo il rogo che ha colpito Stromboli nel 2022.

    La mobilitazione di Stromboli non ha solo carattere locale, ma va a inserirsi in un contesto più ampio, quello degli ‘Stati Generali delle isole minori d’Italia‘ che di recente hanno lanciato un grido d’allarme, portando l’attenzione sul rischio di spopolamento e marginalizzazione.

    Foto Regione siciliana

  • Archeologia, le scuole esplorano in diretta web l’itinerario subacqueo “Le Mazzere” di Siracusa

    Archeologia, le scuole esplorano in diretta web l’itinerario subacqueo “Le Mazzere” di Siracusa

    Lunedì e martedì prossimi, 17 e 18 novembre, sarà possibile esplorare in diretta i fondali dell’area marina protetta Plemmirio, a Siracusa, e interagire via web con i subacquei che illustreranno l’itinerario culturale sommerso “Le Mazzere”. L’iniziativa, rivolta a istituzioni e scuole, offrirà l’opportunità unica di ammirare i reperti archeologici situati tra i 10 e i 20 metri di profondità e di scoprire il paesaggio sottomarino della zona con tutte le sue ricchezze naturalistiche. Il subacqueo della Soprintendenza del Mare, Salvo Emma, sarà dotato di una maschera granfacciale equipaggiata con sistemi di comunicazione che gli consentiranno di ascoltare le domande dalla superficie e di rispondere.
    Il progetto “Marlin” è promosso dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana con la Soprintendenza del Mare, in collaborazione con la startup Immersea srl, con l’itinerario culturale del Consiglio d’Europa “Rotta dei Fenici” e con l’area marina protetta Plemmirio.
    «Un’esperienza innovativa – dice l’assessore Francesco Paolo Scarpinato – che permetterà di parlare e porre domande in tempo reale ai subacquei, rendendo accessibile a tutti un mondo solitamente riservato agli esperti di immersione. Un progetto che punta alla diffusione di pratiche di osservazione partecipata e all’utilizzo di tecnologie digitali interattive per la valorizzazione dei siti culturali sommersi siciliani».
    Oltre alla dimensione didattica, l’iniziativa rappresenta un banco di prova per nuovi format di comunicazione scientifica dedicati all’archeologia subacquea, alla divulgazione delle metodologie di monitoraggio e citizen science, e alla promozione di sinergie tra enti di ricerca, università e aree protette per la tutela integrata dell’ambiente marino.
    «Superare le barriere – dichiara il Soprintendente del Mare, Ferdinando Maurici – e portare, grazie alle nuove tecnologie, il patrimonio sommerso siciliano nelle scuole, rappresenta un valore aggiunto alla costante opera di valorizzazione e promozione che la soprintendenza porta avanti da oltre vent’anni. È fondamentale che i futuri fruitori del mare e delle sue ricchezze culturali, abbiano consapevolezza della storia che ha attraversato questa parte del Mediterraneo».
    Dopo questo primo appuntamento di presentazione, rivolto alle istituzioni e a un gruppo di scuole selezionate, il progetto “Marlin” sarà progressivamente esteso al mondo scolastico e scientifico, aprendo la possibilità di interagire in diretta, attraverso internet, con realtà e interlocutori di qualsiasi parte del mondo, abbattendo barriere e distanze fisiche.
  • Incendio alle Ciminiere di Catania, scatta la conta dei danni

    Incendio alle Ciminiere di Catania, scatta la conta dei danni

    Rogo alle Ciminiere di Catania, partita la conta dei danni.  Per recuperare la struttura distrutta dalle fiamme martedì scorso, nel complesso fieristico simbolo della rinascita della città etnea negli anni Novanta, occorreranno circa 20 milioni di euro,

    Sono queste le prime stime di quanto servirà. Intanto interviene su Livesicilia il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, presidente della Provincia ai tempi della nascita delle Ciminiere.  “Quel Centro polifunzionale quando l’ho aperto al pubblico, nel marzo del ‘96, rappresentò allora un concreto segnale di rinascita di Catania, dopo anni di degrado e di morti ammazzati – dice. Sono certo che l’area congressuale, ridotta a cenere dalle fiamme, risorgerà più bella di prima. Dev’essere l’impegno di tutti”.

    “Adesso tocca alla politica fare la propria parte ed è per questo che presenterò un emendamento alla manovra regionale per impegnare tutte le risorse necessarie alla sua ricostruzione” – lo afferma Jose Marano, parlamentare regionale del Movimento Cinquestelle.

    “Quanto accaduto – prosegue la deputata – è stato un duro colpo per tutti noi. Ecco perché, in attesa di conoscere con esattezza l’entità dei danni che a quanto pare sarebbero ingenti, il dovere della buona politica è quello di impegnarsi per fare in modo che in tempi celeri si restituisca ai catanesi quello che considerano non soltanto la più importante struttura convegnistica ma anche un simbolo e un punto di riferimento per tutta la città”.

    “Nelle more ci affidiamo alla Procura di Catania che ha avviato un’indagine per incendio e disastro colposi. Siamo certi che la magistratura farà luce sull’accaduto, accertando eventuali responsabilità”, conclude.

  • Traffico di droga, 5 condanne per appartenenti a clan Santapaola

    Traffico di droga, 5 condanne per appartenenti a clan Santapaola

    Dovranno scontare pene definitive che vanno da 7 anni e 2 mesi fino a 14 anni di reclusione. Sono le condanne definitive nei confronti di 5 soggetti appartenenti al clan mafioso catanese Santapaola operante nell’acese, devono rispondere dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti continuata e in concorso.

    Quattro di loro, residenti nel territorio di competenza del Commissariato di P.S. di Acireale, consapevoli delle imminenti condanne, si sono allontanati dai luoghi di abitazione scegliendo di costituirsi presso istituti di restrizione da loro prescelti.

    Infatti, con la collaborazione della Polizia di Frontiera di Catania, il personale del Commissariato ha verificato che due dei condannati, padre e figlio, e un terzo, parente dei primi due, si erano allontanati un paio di giorni prima dell’emissione del provvedimento esecutivo con volo partito da Catania con destinazione centro Italia per poi costituirsi presso una Casa Circondariale in Toscana, mentre il quarto, dopo essersi sottratto alla cattura in un primo momento, si è costituito presso un carcere calabrese. Il quinto soggetto, invece, ha ricevuto la notifica dell’ordine restrittivo presso la Casa Circondariale ove era già ristretto per altra causa.

    Per i cinque si sono aperte definitivamente le porte del carcere dopo essere stati riconosciuti colpevoli dei reati sopra indicati, al termine dei tre gradi di processo, per fatti commessi in Acireale dal gennaio 2003 al maggio 2004.

    Le indagini, incardinate in un procedimento del 2003 presso la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, si riferiscono a due diversi filoni, confluiti poi in un unico procedimento, eseguite dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di P.S. di Acireale e rassegnate all’Autorità Giudiziaria con una informativa del 2007 per numerosi fatti reato riferiti a quell’epoca. Le attività investigative dei due uffici della Polizia di Stato sono la prosecuzione dell’importante indagine svolta nel 2000 e denominata “Euroracket”.

    I soggetti in questione, tutti riconducibili al clan Santapaola operante nell’acese, per i reati per i quali oggi sono chiamati a rispondere, ad eccezione di uno di loro, non avevano sofferto custodia cautelare, in quanto, all’epoca, le indagini preliminari si conclusero con l’avviso di conclusione indagini ex art. 415 bis c.p.p. Le intercettazioni ambientali, all’epoca direzionate nei confronti di alcuni esponenti di spicco del clan menzionato, hanno evidenziato come l’illecita attività concernente le sostanze stupefacenti fosse una delle fonti principali del clan per auto sovvenzionarsi. Solido ed estremamente chiaro il quadro probatorio emerso alla fine delle indagini che hanno portato oggi alla condanna definitiva degli indagati e al loro ingresso in carcere.

    Episodio nodale di quell’indagine fu proprio l’arresto in flagranza di reato di due di loro, eseguito da personale del Commissariato di P.S. di Acireale e della Squadra Mobile di Catania la sera dell’1 marzo 2004, allorquando i due furono fermati agli imbarcaderi di Messina e trovati in possesso di quasi 200 grammi di cocaina.

     

  • Schifani sul rinnovo dei contratti dei dipendenti dell’amministrazione regionale: “Risultato importante”

    Schifani sul rinnovo dei contratti dei dipendenti dell’amministrazione regionale: “Risultato importante”

    «Il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti dell’amministrazione regionale è un importante risultato e il segnale concreto del rispetto che questo governo ha nei loro confronti». Lo dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando la sottoscrizione, oggi all’Aran Sicilia, della pre-intesa sul Contratto collettivo regionale di lavoro 2022-2024.

    «Con questo rinnovo, che arriva a distanza di circa 12 mesi dall’ultimo e dopo 15 anni di blocco – prosegue Schifani, anche in qualità di assessore ad interim della Funzione pubblica -, abbiamo colmato i pesanti ritardi che erano stati accumulati rispetto alle altre pubbliche amministrazioni del Paese. Un impegno, anche in termini di risorse, che ci vede impegnati a rendere nuovamente attrattivo il lavoro alla Regione. Ma la soddisfazione per i contenuti di questo contratto non si limita solo alla parte economica ma anche alle innovazioni sul piano normativo».

    Tra le principali novità, la riorganizzazione degli orari di lavoro, più orientati al risultato piuttosto che basati solo sulla presenza fisica in ufficio, attraverso la previsione, per esempio, della settimana corta; introdotte anche nuove indicazioni per lavoro agile e il lavoro da remoto e previsti nuovi strumenti di age management che serviranno per favorire, attraverso forme di tutoraggio, lo scambio di competenze intergenerazionale all’interno dell’amministrazione.

    «Ringrazio il commissario straordinario dell’Aran Sicilia Accursio Gallo, per l’impegno profuso in questi mesi per arrivare a questo traguardo. Una riorganizzazione della macchina amministrativa – conclude – che è fondamentale per affrontare le sfide per la crescita e lo sviluppo dell’Isola che ci attendono e che sono legate agli importanti risultati economici e finanziari ottenuti dal mio governo».