Categoria: Cronaca

  • Crisi idrica nel Trapanese, il sindaco Tranchida: “Quadro drammatico”

    Crisi idrica nel Trapanese, il sindaco Tranchida: “Quadro drammatico”

    Le piogge ristorano il Trapanese, con l’aumento di 8 cm del livello dell’acqua nella diga Garcia. ma l’emergenza idrica resta allarmante in tutta la provincia. La sindaca di Erice, Daniela Toscano, ad esempio, continua a sollecitare la Regione Siciliana affinché stanzi subito fondi per la manutenzione, in particolare del Belìce Sinistro, per evitare che detriti vanifichino il sollievo delle precipitazioni.

    Intanto, Trapani resta a secco: il sindaco Giacomo Tranchida, con un’ordinanza contingibile e urgente firmata oggi, ha disposto l’interruzione dell’erogazione idrica in città per consentire i lavori necessari all’interconnessione tra l’acquedotto comunale Bresciana e la rete di Siciliacque. Operazione indispensabile per supportare, in regime di emergenza, le comunità che dipendono dall’invaso Garcia, ormai in esaurimento.

    La manovra prevede lo svuotamento completo della condotta Bresciana. Per questo oggi l’acqua è stata sospesa nel centro storico; domani la sospensione riguarderà Trapani nuova. Se i lavori procederanno secondo le previsioni, la distribuzione dovrebbe riprendere regolarmente rispettivamente il 26 e il 27 novembre, ma i tempi esatti dipenderanno dall’esito dell’intervento tecnico, che l’ordinanza definisce “non prevedibile”.

    Un quadro che il Sindaco Tranchida ha definito “drammatico”.

  • Rifiuti d’oro: a Catania la spazzatura più cara d’Italia

    Rifiuti d’oro: a Catania la spazzatura più cara d’Italia

    Nel 2025, la spesa media nazionale per la gestione dei rifiuti urbani è pari a 340 euro all’anno, in aumento del 3,3% rispetto al 2024 (329 euro). Le tariffe crescono – in misura differente – in tutte le regioni, ad eccezione di Molise, Valle d’Aosta e Sardegna, e in ben 95 dei 110 capoluoghi di provincia.

    In crescita ovunque anche la raccolta differenziata, che nel 2023 si attesta al 66,6% dei rifiuti prodotti (era il 65,2% nel 2022). Restano marcate le differenze territoriali, con il Nord dove la spesa media si attesta sui 290 euro l’anno e una raccolta differenziata che raggiunge il 73% dei rifiuti prodotti; segue il Centro dove le famiglie spendono in media 364 euro, mentre si differenzia il 62% dei rifiuti; sempre fanalino di coda il Sud con una spesa media di 385 euro l’anno e una raccolta differenziata ferma al 59%.

    Le regioni più economiche sono il Trentino-Alto Adige (224 €), la Lombardia (262 €) e il Veneto (290 €), mentre le più costose restano la Puglia (445 €), la Campania (418 €) e la Sicilia (402 €).

    Catania è il capoluogo di provincia dove si spende di più, 602 euro; Cremona quello più economico con 196 euro in media a famiglia.

    Sono i dati che emergono dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. L’indagine ha interessato le tariffe rifiuti applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2024, e ha preso come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. I costi rilevati sono comprensivi di Iva (ove applicata) e di addizionali provinciali.

    La nota dell’amministrazione di Catania.

    “In relazione alla classifica diffusa che colloca ancora una volta Catania al vertice nazionale per costo della Tari con una media familiare pari a 602 euro annui, a fronte di una spesa media nazionale di 340 euro, l’Amministrazione Comunale ritiene doveroso chiarire come tale risultato sia l’esito di una pluralità di fattori e dinamiche c strutturali che investono l’intero ciclo dei rifiuti. Il dato negativo, anzitutto, risente in maniera significativa del fenomeno dei conferimenti illeciti provenienti dai comuni limitrofi, i cui rifiuti finiscono per gravare sul capoluogo incrementando sensibilmente la quota di indifferenziato raccolto. Un dato che si evidenzia in uno dei fattori principali su cui poggia il sistema tariffario, cioè la produzione pro capite dei rifiuti che nel capoluogo etneo è anormalmente alto. Se in Italia ogni cittadino produce circa 500 kg di rifiuti annui, a Catania questo dato nel 2024 si è attestato a oltre 610: in sostanza più del 20% in più, che significano maggiori costi di raccolta e smaltimento a carico dei contribuenti.

    A ciò si aggiunge l’intensa attività di bonifica delle discariche abusive, interventi indispensabili per restituire decoro e sicurezza al territorio che tuttavia comportano un inevitabile aumento dei quantitativi di rifiuto non separato, con conseguente aggravio dei costi di smaltimento che, per legge, devono essere integralmente coperti dalla tariffa. Ulteriori criticità derivano dalla saturazione degli impianti di conferimento regionali e dalla necessità, di trasferire i rifiuti fuori dai confini nazionali, soluzione onerosa che incide pesantemente sul bilancio complessivo del servizio. Nonostante ciò, il percorso intrapreso negli ultimi anni testimonia un’inversione di tendenza concreta e responsabile: la raccolta differenziata continua a crescere grazie all’ampliamento delle isole ecologiche, al potenziamento delle infrastrutture ambientali e a una progressiva maturazione del senso civico della comunità, raggiungendo il 37 %. Valore che tuttavia deve rappresentare una base da cui proseguire con determinazione verso risultati ancora più virtuosi. La prospettiva resta quella di un sistema più equo ed efficiente in cui la riduzione dei costi passi attraverso il rispetto delle regole, la partecipazione consapevole dei cittadini e un contrasto deciso all’evasione tributaria”. 

  • Ccold case chiuso dopo 22 anni: tre arresti per omicidio Pelicane

    Ccold case chiuso dopo 22 anni: tre arresti per omicidio Pelicane

    Ventidue anni. Tanti ce ne sono voluti per fare luce sull’omicidio di Antonino Pelicane, ucciso il 30 agosto 2003 a colpi di pistola in Corso dei Mille.

    I carabinieri di Palermo, supportati dai colleghi di Napoli e Cuneo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, su richiesta della Dda, nei confronti di tre esponenti della famiglia mafiosa di Villabate (Palermo), Nicola Mandalà, di 57 anni, Ignazio Fontana di 52 anni e Michele Rubino di 65 anni, due dei quali già in carcere per altri reati.

    Il cold case è stato riaperto dopo le dichiarazioni del pentito di mafia Francesco Terranova che ha iniziato la sua collaborazione con la giustizia nel 2023. Le indagini sono state condotte tra il 2024 e il 2025

    Il delitto è maturato nell’ambito della guerra di mafia iniziata negli anni ’80 e proseguita fino ai primi anni del 2000 che, vide contrapposte due fazioni della famiglia mafiosa di Villabate.

  • Manipolava un’anziana per ottenere il suo patrimonio, arrestata la vicina di casa

    Manipolava un’anziana per ottenere il suo patrimonio, arrestata la vicina di casa

    Un piano perfetto quello ordito da due donne di 65 e 52 anni ai danni di un’anziana di 85 anni, l’obiettivo appropriarsi dell’intero patrimonio della signora stimato in circa 3 milioni di euro.

    Per raggiungere lo scopo, le indagate si sarebbero avvalse della collaborazione di diversi complici, tra cui un avvocato e la segretaria di uno studio notarile, che secondo gli inquirenti, avrebbe suggerito le procedure legali per togliere l’anziana dei suoi beni con una stesura di un nuovo testamento che avrebbe revocato il precedente, che destinava l’intero patrimonio a un ente religioso.

    La principale indagata è una fioraia di 65 anni vicina di casa della vittima che avrebbe circuito l’anziana donna fino a isolarla completamente, la vittima sarebbe stata indotta a non avere contatti con nessuno, nemmeno telefonici, se non attraverso la fioraia la quale era riuscita a ricevere anche tutta la corrispondenza dell’anziana e a farsi intestare un garage di proprietà della vittima.

    Le indagini sono scattate a seguito della segnalazione di un istituto bancario, i cui funzionari avevano notato movimenti sospetti legati al conto di una loro facoltosa cliente, vedova e senza parenti stretti. Rivelato anche il tentativo di ottenere un certificato medico compiacente per attestare la capacità di intendere e di volere dell’anziana, che invece risulterebbe affetta da patologie che ne limitano le facoltà. Nel corso dell’operazione sono state eseguite perquisizioni e sono stati posti sotto sequestro tutti i beni mobili e immobili della vittima ad eccezione della sua abitazione. All’anziana è stato nominato un curatore speciale per garantirne l’assistenza e la tutela.

  • Palermo: bottiglie di benzina davanti ai negozi, richiesta di pizzo

    Palermo: bottiglie di benzina davanti ai negozi, richiesta di pizzo

    Cinque bottiglie di benzina sono state trovate questa mattina dai titolari davanti ai propri esercizi commerciali a Sferracavallo, frazione di Palermo. Coinvolti il bar del Golfo, la trattoria Temptation, i ristoranti il Gracale e il Delfino, e il tabacchi, sulle bottiglie era attaccato un biglietto con su scritto “5 mila euro”, una richiesta di pizzo arrivata in modo esplicito e senza intermediari.

    La polizia ha raccolto le denunce dei commercianti vittime delle minacce e, effettuato i rilievi, hanno acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza. Dalle immagini si vedrebbero alcuni giovani scendere da un’auto con il volto coperto da cappucci e sacchetti con bottiglie di benzina, poi lasciate davanti ai negozi. L’episodio sarebbe avvenuto verso l’una di notte.

    Gli investigatori inoltre stanno verificando collegamenti tra questo episodio e l’incendio avvenuto sempre la scorsa notte in una rimessa di Isola delle Femmine dove sono rimaste coinvolte undici imbarcazioni.

  • Violenza sulle donne: i dati Istat 2025 dimostrano che il 31,9% delle donne italiane sono vittime di violenza

    Violenza sulle donne: i dati Istat 2025 dimostrano che il 31,9% delle donne italiane sono vittime di violenza

    Domani 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, a ridosso di questo importante giorno arrivano i dati dell’Istat dell’indagine 2025 nel rapporto ‘La violenza contro le donne, dentro e fuori la famiglia”presentati durante la Conferenza internazionale sui femminicidi.

    Sono circa 6 milioni e 400mila pari al 31,9% le donne italiane, tra 16 ai 75 anni, che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il 26,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da partner, parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti, dai partner si subisce anche violenza psicologica e violenza economica.

    Secondo l’Istat i compagni sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, il 63,8% degli stupri, infatti, è opera di partner o di ex. Nel 2025 è stato rilevato per la prima volta, una forma di stupro che accade in contesti particolari, quando la vittima non è in grado di rifiutare oppure opporre resistenza perché è stata drogata o è sotto l’effetto di alcool, tale situazione riguarda l’1% delle donne. 

    Infine confrontando i dati del 2025 con quelli del 2014, emerge un aumento significativo delle violenze sessuale subite dalle giovanissime (donne di età compresa tra i 16-24 anni), che passano dal 28,4% al 37,6%.

    Anche se i numeri registrati dimostrano uno stato di violenza ancora molto alto, rimangono stabili invece i comportamenti di denuncia, solo il 10,5% delle vittime hanno denunciato la violenza subita da parte dei partner o ex partner negli ultimi cinque anni.

  • Aeroporto di Catania, Torrisi confermato amministratore delegato della Sac

    Aeroporto di Catania, Torrisi confermato amministratore delegato della Sac

    CATANIA. Nico Torrisi è stato riconfermato amministratore delegato della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. L’assemblea dei soci si è svolta in mattinata ed è stata quella definitiva, dopo mesi di trattative tra tutti i partiti. Il nome che non è mai stato realmente in discussione è proprio quello di Torrisi che negli ultimi anni ha guidato Fontanarossa e che ha avviato la privatizzazione dello scalo catanese.

    Gli altri nomi, tutti scelti all’unanimità dai soci, sono: Anna Quattrone, nel ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione, che sarà affiancata dai consiglieri Giuseppe Alfano, ex sindaco di Comiso, Salvo Panebianco, ex assessore provinciale ed ex vicesindaco di Paternò, e l’avvocata penalista Francesca Garigliano, già presidente dei Cda di Asec e Asec trade tra il 2014 e il 2018.

  • Liberty Lines, sequestrate quote azionarie: 48 indagati

    Liberty Lines, sequestrate quote azionarie: 48 indagati

    Quote azionarie della Liberty Lines sono state sequestrate dalle fiamme gialle, su disposizione della Procura di Trapani per l”inchiesta sui fondi ottenuti dalla Regione Siciliana per il collegamento marittimo con le isole minori mediante mezzi veloci, già al centro dell’inchiesta Mare Monstrum risalente al 2017. Nell’inchiesta ci sono 48 indagati, comprese le due società Liberty Lines Spa e Sns società di navigazione siciliana. Nel provvedimento si valuta in oltre 90milioni il fatturato della Liberty Lines che un attivo patrimoniale di 150 milioni di euro e oltre 750 dipendenti.

    Sul provvedimento sono intervenuti, con una nota, i legali della Liberty Line e degli azionisti, gli avvocati Alfonso Furgiuele. Lorenzo Contrada e Giovanni Di Benedetto osservando che “il decreto di sequestro ai danni dei loro assistiti è stato emesso, dalla procura di Trapani, in carenza sia di qualsivoglia ragione di urgenza sia degli ulteriori presupposti che avrebbero consentito l’adozione”. “Nei modi e termini di legge – annunciano i legali – si rappresenteranno al Giudice i vari elementi che ne impongono la caducazione ripristinando la piena operatività della società”.

    Il decreto di sequestro preventivo della Liberty Line è stato disposto d’urgenza dalla Procura di Trapani, con un provvedimento di oltre 2.600 pagine. I reati ipotizzati, a vario titolo di responsabilità personale, sono frode nella pubblica fornitura, truffa, falsità ideologica, attentato alla sicurezza dei trasporti e violazioni delle norme sulla navigazione.

    L’inchiesta riguarda i finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Siciliana per garantire i collegamenti marittimi con le isole minori. Secondo l’accusa, la società non avrebbe comunicato una settantina di avarie delle proprie unità impedendo così i controlli necessari sulla sicurezza e sull’efficienza del servizio. Nonostante le presunte omissioni, la compagnia avrebbe continuato a percepire regolarmente i contributi pubblici. Nel disporre il sequestro la Procura di Trapani ha anche nominato tre amministratori giudiziari per garantire la continuità nella gestione della società.

  • Palermo, furto da 40mila euro da Gucci

    Palermo, furto da 40mila euro da Gucci

    La scorsa notte è stato depredato il negozio Gucci in via Libertà a Palermo. Con un’auto i ladri hanno sfondato la vetrina e hanno portato via borse e accessori, per circa 40 mila euro, della nuova collezione.  

    Le indagini sono condotte dagli agenti di polizia che hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza.

  • Morosoli: “Il Parco dell’Etna mi convochi sul ticket ai Crateri Silvestri”

    Morosoli: “Il Parco dell’Etna mi convochi sul ticket ai Crateri Silvestri”

    CATANIA. “L’attività che svolgiamo ai Crateri Silvestri non è soggetta ad autorizzazione, perché lo sbigliettamento per il solo accesso al sito non rientra nel criterio della cosiddetta fruizione, condizione necessaria perché ci sia l’approvazione del Parco dell’Etna. Dunque, rimandiamo serenamente al mittente l’accusa di attività illecita o abusiva”. 

    Francesco Russo Morosoli interviene per fare chiarezza su certi passaggi controversi e male interpretati da alcuni attori presenti all’audizione tenutasi in IV commissione all’Assemblea regionale siciliana, martedì 18 novembre. Il concetto di “fruizione” è il punto cruciale per comprendere la liceità dell’azione intrapresa nell’area dei Crateri Silvestri.

    “Auspico vivamente – sottolinea l’imprenditore – che il Parco dell’Etna mi convochi per trovare una soluzione che sia condivisa e soddisfi le esigenze di tutti i profili. Mi riferisco chiaramente al pubblico, al privato, alle guide e alle associazioni ambientaliste. Ribadisco dunque, come già puntualizzato in Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars, che è mia precisa volontà partecipare a tutte le iniziative che si vogliano mettere in campo per trovare una soluzione giusta ed efficace. Non si fa il bene di nessuno estrapolando solo una piccola parte del mio lungo intervento in commissione. Soprattutto perché ho espresso a chiare lettere la mia totale apertura al confronto, passaggio essenziale recepito da tutti i profili presenti in aula”.