Categoria: Cronaca

  • Violenza e minacce sui social, arrestato ex compagno

    Violenza e minacce sui social, arrestato ex compagno

    Gelosia, violenza fino alla pubblicazione di foto intime sui social. La vittima una donna catanese che da marzo dello scorso anno ha subito minacce e violenze da parte dell’ex compagno.

    Gli atteggiamenti vessatori avrebbero avuto inizio quando dopo sei mesi di frequentazione e uno di convivenza la donna, già divorziata e madre, decise di interrompere la relazione con il 36 enne a causa della morbosa gelosia e dei frequenti scatti d’ira dovuti anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

    L’uomo disoccupato secondo le indagini avrebbe chiesto continue somme di denaro alla compagna per comprare la droga, quando lei si rifiutava, l’avrebbe aggredita verbalmente e, in una occasione, anche fisicamente con pugni alla testa; questo avveniva anche davanti i figli della donna, per tale motivo lei aveva deciso di interrompere la relazione.

    Lui, però, non accettando le decisione, si sarebbe recato tutti i giorni presso l’attività commerciale della ex continuando a pretendere soldi e minacciandola “ti brucio il locale, ti brucio la macchina, do fuoco ai tuoi figli”. La vittima, per paura, avrebbe perciò continuato a elargire denaro fino a quando lui avrebbe alzato la posta, a quel punto la donna si rifiutò di continuare.

    Vista la resistenza della ex compagna, l’uomo in una escalation di violenza verbale, avrebbe cominciato a denigrarla e minacciarla sui social, pubblicando fotografie intime che lei gli aveva inviato durante la relazione.

    La vittima esausta dalle continue intimidazioni, avendo timore sia per la propria incolumità ma soprattutto per quella dei figli, lo ha denunciato. Il 36enne è stato posto agli arresti domiciliari ed è indagato per atti persecutori e per diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

  • Abusi su minore a Biancavilla (CT): arrestato 40enne

    Abusi su minore a Biancavilla (CT): arrestato 40enne

    Avrebbe abusato sessualmente della figlia piccola della convivente obbligando la donna ad assistere alle violenze. E’ l’accusa contestata dalla Procura di Catania a un 40enne che è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne che aveva meno di 14 anni e per maltrattamenti ai danni della piccola e di altri suoi familiari: la mamma e due fratelli anche loro minorenni. Lo riporta l’Ansa.

    Nei confronti dell’uomo la squadra mobile della Questura, che ha indagato sul caso, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.  Le investigazioni sono state avviate dopo la segnalazione di presunti abusi sessuali su una minorenne da parte della responsabile di un istituto religioso specializzato nell’accoglienza di soggetti vulnerabili.

    La squadra mobile ha ascoltato l’operatrice della struttura che aveva sentito e confidenze raccontate a un’ospite della comunità. Le dichiarazioni hanno trovato riscontro nell’audizione protetta della vittima e in altre testimonianze.

    Dalle indagini è emerso che il 40enne, per obbligare la bambina ad assecondare le sue richieste a sfondo sessuale, la minacciava e la picchiava, oppure la lusingava con regali che le venivano tolti in caso di un rifiuto. Grazie agli accertamenti, contesta la Procura di Catania, è stato ricostruito un quadro di maltrattamenti subiti da tutti i componenti del nucleo familiare costretti a sopportare condotte prevaricatrici e umilianti, anche in presenza di altri due figli minorenni, nei confronti della convivente costretta a dormire per terra e ad assistere passivamente agli abusi sessuali sulla figlia. Nell’inchiesta sono confluiti messaggi audio inviati dall’uomo, durante le indagini, con minacce di imminenti e gravi ritorsioni all’incolumità fisica dei suoi interlocutori.
        Il 40enne è stato arrestato nel comune di Biancavilla, dove personale della squadra mobile della Questura ha eseguito un decreto di perquisizione informatica emesso dalla Procura distrettuale di Catania e sequestrato il cellulare dell’indagato.

  • Catania, escrementi di topi e blatte: sospesa l’attività di un locale in via Etnea

    Catania, escrementi di topi e blatte: sospesa l’attività di un locale in via Etnea

    Carabinieri del comando provinciale di Catania, della Stazione Piazza Dante e del Nas, hanno denunciato il titolare di uno storico bar-pasticceria di via Etnea per violazioni nel settore igienico-sanitario.

    Secondo quanto reso noto, militari dell’Arma avrebbero trovato il laboratorio di produzione e stoccaggio degli alimenti in pessimo stato di manutenzione. I locali presentavano tracce di unto e sporco pregresso e c’erano escrementi di topi.

    Tra i cibi già pronti e le 1.800 bottiglie di latte e lattine varie, i Carabinieri hanno riscontrato la presenza di blatte. Alla luce di queste violazioni, la merce è stata sequestrata penalmente e l’attività è stata sospesa, mentre il titolare come detto è stato denunciato.

  • Palermo, uso indebito di fondi del Pnrr: 4 indagati

    Palermo, uso indebito di fondi del Pnrr: 4 indagati

    I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un decreto con cui il G.I.P. del Tribunale del capoluogo, su richiesta del locale Ufficio della Procura Europea, ha disposto il sequestro di somme di denaro e beni per un importo pari a circa 165 mila euro quale profitto dei reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche e di malversazione.

    L’attività scaturisce dagli esiti di un controllo amministrativo condotto dal Nucleo di Polizia EconomicoFinanziaria di Palermo, mirato alla verifica delle modalità di impiego e destinazione delle risorse del Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza relative a quattro finanziamenti, di importo complessivamente pari a circa un milione di euro, erogati in favore di due società palermitane operanti nel settore del commercio di generi alimentari e di arredi da bar e riconducibili ai proprietari di un noto brand internazionale di caffetterie presente in diversi Paesi del mondo.

    Scopo degli incentivi, la “transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione industriale” e la “partecipazione delle PMI a fiere e mostre internazionali”. Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di riscontrare che i quattro indagati avrebbero sostenuto spese estranee alle finalità dei finanziamenti, nonché rendicontato costi per importi sovrafatturati o, in alcuni casi, per operazioni inesistenti.

    È emerso, altresì, che una delle società beneficiarie avrebbe richiesto, e ottenuto in parte, un contributo di importo superiore rispetto a quello spettante in base ai requisiti realmente posseduti. Le risultanze dell’intervento ispettivo sono state prontamente segnalate alla competente Autorità Giudiziaria, permettendo così di giungere al sequestro delle somme malversate e indebitamente percepite, nonché di bloccare ulteriori erogazioni a vantaggio dei responsabili.

  • Etna, esplosione programmata in una cava: domani chiusa per un’ora “Quota Mille”

    Etna, esplosione programmata in una cava: domani chiusa per un’ora “Quota Mille”

    La mattinata di domani, giovedì 24, dalle ore 10.30 alle 11.30, dell’esplosivo verrà usato per frantumare roccia vulcanica in una cava che si trova lungo la strada provinciale chiamata “Quota mille o Etna Settentrionale”, fuori dal centro abitato di Randazzo.

    Il direttore della cava di basalto, considerato il pericolo per chi transita, ha chiesto ed ottenuto dalla Città metropolitana di Catania una ordinanza che impone la chiusura temporanea al transito, veicolare e pedonale, di detta Strada provinciale nel tratto che va dall’intersezione con la Strada statale 284 sino all’intersezione con la via Torre, al fine di consentire le lavorazioni in condizioni di sicurezza.

    L’impresa esecutrice dei lavori dovrà impedire il transito a tutti gli veicoli e pedoni in entrambi i sensi di marcia durante le operazioni di “volata” per l’utilizzo di materiali esplodenti e assicurare la presenza di movieri e segnaletica per garantire la chiusura della strada.

    La chiusura temporanea della circolazione stradale comporterà inevitabilmente limitazioni e disagi agli utenti della strada, ma è necessaria per l’incolumità. Le indicazioni di eventuali percorsi alternativi saranno segnalati sul posto.

     

     

     

     

     

  • Palermo, truffa superbonus: scatta l’arresto per un imprenditore

    Palermo, truffa superbonus: scatta l’arresto per un imprenditore

    Un ingegnere imprenditore edile è stato arrestato dalla guardia di finanza come disposto dal gip di Palermo perché accusato di avere truffato sul superbonus e sul sismabonus usufruendo dell’agevolazione del 110%. Secondo la procura le ristrutturazioni di sette immobili tra Palermo e Trapani alcune in località turistiche sono iniziate ma sono state sospese bruscamente.

    Il professionista si trova ai domiciliari accusato a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, false asseverazioni rilasciate dal tecnico abilitato, emissione di fatture per operazioni inesistenti e indebita compensazione di crediti di imposta inesistenti. Con lo stesso provvedimento il gip ha disposto il sequestro preventivo di crediti per un milione e 600 mila euro e il sequestro per equivalente di un milione e 22 mila euro.

    Le indagini sono state condotte dalle fiamme gialle della tenenza di Carini, dopo la denuncia di un cittadino che aveva incaricato il professionista di alcuni lavori. L’imprenditore ha rivestito personalmente e attraverso le sue società la qualifica di ingegnere progettista, direttore dei lavori, general contractor per acquisire crediti e ottenere pagamenti. Una volta ottenuto da privati o condomini l’incarico, l’indagato ha affidato i lavori a una ditta di costruzioni a lui stesso riconducibile e proposto ai clienti di avvalersi delle misure agevolative volute dal legislatore per l’efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico.

    Dopo aver avviato le “ristrutturazioni” e presentato presso gli uffici competenti tutta la documentazione necessaria, il professionista avrebbe attestato, secondo l’accusa, con false dichiarazioni degli stati di avanzamento lavori, all’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile e agli uffici fiscali, di aver maturato un credito d’imposta che ha poi incassato presso gli istituti bancari. Con il provvedimento in esecuzione all’indagato sono state sequestrate 7 unità immobiliari, 7 automezzi, quote societarie e altre disponibilità finanziarie a lui riconducibili.

  • Catania, grandi investimenti per porto e aeroporto

    Catania, grandi investimenti per porto e aeroporto

    Due importanti opere infrastrutturali che, una volta completate, renderanno la città etnea centrale per quanto riguarda il sistema di trasporto nazionale. Sono stati presentati di recente i progetti intorno all’aeroporto Vincenzo Bellini e al porto di Catania. Relativamente al primo, Nico Torrisi, amministratore delegato della Sac la società che gestisce lo scalo, ha presentato il master Plan al 2030 che prevede investimenti per oltre 600 milioni di euro nei prossimi cinque anni.

    Tra i principali interventi del piano di sviluppo al 2030 è prevista la riconfigurazione dell’Apron Ovest e delle piazzole per la movimentazione degli aerei, nonché la costruzione di un nuovo polo cargo con edifici e taxiway dedicati. Il complesso Aeroclub sarà rilocalizzato, mentre il Terminal A sarà ampliato per accogliere  un maggior numero di passeggeri. Inoltre, saranno costruiti due nuovi terminal, il Terminal B e il Terminal C, per migliorare l’efficienza complessiva dell’area.

    “L’aeroporto è un’infrastruttura cruciale non solo per la città di Catania, ma per tutta la Sicilia – afferma Nico Torrisi -. La riqualificazione in corso ha l’obiettivo di rendere l’aeroporto più efficiente, moderno e in linea con gli standard internazionali, migliorando così l’esperienza dei passeggeri e l’attrattività del territorio. Questo impatto positivo si estende ben oltre l’aeroporto stesso, favorendo la crescita economica, il turismo e il collegamento tra la Sicilia e il resto del mondo. Le ricadute economiche sono significative, in quanto un’infrastruttura aeroportuale competitiva stimola lo sviluppo di altre attività legate al turismo, al commercio e ai servizi”. 

    Per quanto riguarda il secondo, oggi, il presidente dell’autorità di sistema portuale per la Sicilia orientale Francesco di Sarcina ha illustrato le prime opere che anticiperanno la grande rivoluzione che il piano regolatore portuale porterà alla città di Catania e all’infrastruttura.

    nello specifico di Sarcina ha parlato di un grande parco multifunzionale: il parco del faro che sorgerà nei terreni lungo la via tempio: l’area avrà un’estensione di 10mila mq e rappresenterà l’avvio dell’opera di riqualificazione del porto.

    La gara del valore di circa 6,5 milioni si prevede possa essere aggiudicata il prossimo gennaio, l’affidamento dell’appalto entro marzo e l’inizio dei lavori già a giugno 2025 per essere completati entro 300 giorni (aprile 2026). La procedura contempla anche la costruzione del varco di accesso, costituito da due archi d’acciaio, rastremati e alti 40 metri, convergenti verso l’alto e fusi assieme nelle cuspidi, grazie ad un originale design architettonico, che intende richiamare la “A” della patrona Sant’Agata.

    “Come più volte annunciato, il nostro intento è migliorare il rapporto tra città e il porto, che deve essere aperto e rivolto ad essa e non darle le spalle, ma questo obiettivo si deve conseguire attraverso iniziative sinergiche con le attività svolte all’interno e in un mosaico complessivo che non penalizzi il grande valore economico che riveste il porto commerciale – spiega Di Sarcina. La vera rivoluzione sarà con il futuro PRP che speriamo possa vedere la luce a fine 2025, in cui ogni tessera sarà al giusto posto in una visione moderna e rivoluzionaria, frutto dell’orgoglio di essere catanesi che vogliono un porto con la P maiuscola. Ma, consapevoli che realizzare le ambiziose opere di PRP richiederà tempo e risorse, intendiamo da subito, avendo ormai riparato la darsena traghetti, avviare il rinnovamento con opere che impattino positivamente sul carattere del porto e sulla sua accessibilità. Per questa ragione stiamo avviando una serie di progettualità preparatorie e preliminari, di cui questa è solo la prima di una serie”. 

  • Catania, presentato il Masterplan 2030 dell’aeroporto: investimenti e nuova pista

    Catania, presentato il Masterplan 2030 dell’aeroporto: investimenti e nuova pista

    Ampliamento del sedime aeroportuale verso Sud-Ovest e Sud e realizzazione di una nuova pista di volo lunga 3000 metri, trasformata in taxiway, con raccordi e aree di sicurezza. Questi alcuni degli interventi inseriti nel Masterplan 2030 dell’aeroporto di Catania che ieri è stato al centro di un incontro, presso la sede di Confindustria Catania,  con la partecipazione della presidente degli industriali etnei,  Maria Cristina Busi Ferruzzi, dell’ amministratore delegato della SAC,  Nico Torrisi, del sindaco di Catania, Enrico Trantino, del direttore Infrastrutture SAC,  Giancarlo Guarrera.

    L’incontro ha coinvolto numerosi imprenditori, che hanno colto l’occasione per confrontarsi sul piano di riqualificazione dell’aeroporto e sulle prospettive di sviluppo che questo porterà al territorio.

    “Lo sviluppo economico della Sicilia – ha dichiarato la presidente Busi – è strettamente legato a due infrastrutture chiave: porto e aeroporto. Per questo motivo è fondamentale conoscere i dettagli dei progetti di riqualificazione direttamente dai responsabili. Interventi che bisogna concretizzare in tempi brevi se non vogliamo perdere l’occasione di dare un nuovo volto a questa infrastruttura che contribuirà a rendere Catania una vera capitale europea nel Mediterraneo.  Un aeroporto efficiente è certamente un importante motore di crescita economica, con ricadute significative sul Pil regionale”.

    Durante l’incontro è stato delineato un piano di sviluppo che prevede investimenti per oltre 600 milioni di euro nei prossimi cinque anni.

    “Nel momento in cui ci poniamo l’obiettivo di riformulare e migliorare la viabilità della nostra città – ha detto il sindaco Trantino – non possiamo prescindere dal considerare l’aeroporto come una delle infrastrutture più importanti e strategiche. La sua rilevanza per la mobilità e per lo sviluppo economico del territorio è tale da renderlo un punto centrale di qualsiasi pianificazione. Vogliamo capire dove possiamo arrivare, e  l’aeroporto di Catania può arrivare a 20 milioni di passeggeri”.
     Tra i principali interventi del piano di sviluppo al 2030 è prevista la riconfigurazione dell’Apron Ovest e delle piazzole per la movimentazione degli aerei, nonché la costruzione di un nuovo polo cargo con edifici e taxiway dedicati. Il complesso Aeroclub sarà rilocalizzato, mentre il Terminal A sarà ampliato per accogliere  un maggior numero di passeggeri. Inoltre, saranno costruiti due nuovi terminal, il Terminal B e il Terminal C, per migliorare l’efficienza complessiva dell’area.

    “L’aeroporto è un’infrastruttura cruciale non solo per la città di Catania, ma per tutta la Sicilia – ha affermato Nico Torrisi -. La riqualificazione in corso ha l’obiettivo di rendere l’aeroporto più efficiente, moderno e in linea con gli standard internazionali, migliorando così l’esperienza dei passeggeri e l’attrattività del territorio. Questo impatto positivo si estende ben oltre l’aeroporto stesso, favorendo la crescita economica, il turismo e il collegamento tra la Sicilia e il resto del mondo. Le ricadute economiche sono significative, in quanto un’infrastruttura aeroportuale competitiva stimola lo sviluppo di altre attività legate al turismo, al commercio e ai servizi”. Un altro importante obiettivo riguarda la creazione di un polo ambientale, volto a favorire una gestione più sostenibile delle risorse, e la realizzazione di un nuovo polo parcheggi multipiano con miglior accessibilità su ferro.

  • Catania, tolleranza zero contro le aggressioni ai sanitari: Sirna (Policlinico) presenta denuncia

    Catania, tolleranza zero contro le aggressioni ai sanitari: Sirna (Policlinico) presenta denuncia

    Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, dott. Gaetano Sirna, in qualità di rappresentante legale dell’Azienda, ha presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania formali denunce nei confronti dei soggetti che nelle scorse settimane hanno aggredito, sia verbalmente sia fisicamente, personale sanitario in servizio al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero San Marco, nell’espletamento delle proprie funzioni assistenziali.
    L’ultimo di una serie di atti di aggressione ha avuto luogo al Pronto Soccorso del San Marco nella serata del 16 ottobre scorso.
    La denunce si inseriscono nella scia di provvedimenti che la direzione aziendale ha assunto a consolidamento della politica di “tolleranza zero” adottata verso atti di violenza, fisica o verbale, nei confronti del personale sanitario. Tra questi provvedimenti sono compresi anche la diffusione della conoscenza di tale politica tra il personale e le attività volte a incoraggiare i sanitari a segnalare prontamente gli atti di aggressione subiti, con la consapevolezza di essere pienamente 
    supportati dall’Azienda. “Non possiamo più consentire che i nostri operatori sanitari vengano insultati e malmenati nelle nostre strutture mentre svolgono il proprio lavoro e applicheremo tutte le misure necessarie a loro tutela –dichiara il direttore generale dell’AOUP Sirna-. Dai dati raccolti dal gruppo di lavoro sulle aggressioni che abbiamo costituito quasi due anni fa ma anche dalle cronache, abbiamo purtroppo constatato che il fenomeno delle aggressioni è in costante crescita e bisogna porvi fine. Pertanto, denunceremo ogni atto compiuto ai danni del personale, cercando di ottenere giustizia come è accaduto nello scorso mese di marzo, con la condanna di un uomo che aveva usato violenza e minacce contro due professionisti. Nel frattempo stiamo già definendo ulteriori iniziative di prevenzione e protezione tra le quali altre giornate formative, in aggiunta a quelle già realizzate durante l’anno, affinché i sanitari siano preparati al massimo a gestire le situazioni più critiche”.

  • Ponte Stretto, accordo con Ue per cofinanziamento di 25 milioni

    Ponte Stretto, accordo con Ue per cofinanziamento di 25 milioni

    La Società Stretto di Messina e Cinea (Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency della Commissione Europea) hanno firmato il Grant Agreement per il cofinanziamento europeo dei costi di progettazione esecutiva del ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto reso noto dalla stessa società, si tratterebbe di un “contributo a fondo perduto di circa 25 milioni di euro” che copre il 50% dei costi di progettazione esecutiva dell’opera, per la parte imputabile all’infrastruttura ferroviaria. Soddisfatto l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci secondo cui l’accordi, “unitamente al recente inserimento del Ponte nell’ambito del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’, da parte del Consiglio Europeo, conferma il ruolo strategico dell’Opera per l’Europa”. 

     

    Foto Ministreto Infrastrutture e Trasporti