Due importanti opere infrastrutturali che, una volta completate, renderanno la città etnea centrale per quanto riguarda il sistema di trasporto nazionale. Sono stati presentati di recente i progetti intorno all’aeroporto Vincenzo Bellini e al porto di Catania. Relativamente al primo, Nico Torrisi, amministratore delegato della Sac la società che gestisce lo scalo, ha presentato il master Plan al 2030 che prevede investimenti per oltre 600 milioni di euro nei prossimi cinque anni.
Tra i principali interventi del piano di sviluppo al 2030 è prevista la riconfigurazione dell’Apron Ovest e delle piazzole per la movimentazione degli aerei, nonché la costruzione di un nuovo polo cargo con edifici e taxiway dedicati. Il complesso Aeroclub sarà rilocalizzato, mentre il Terminal A sarà ampliato per accogliere un maggior numero di passeggeri. Inoltre, saranno costruiti due nuovi terminal, il Terminal B e il Terminal C, per migliorare l’efficienza complessiva dell’area.
“L’aeroporto è un’infrastruttura cruciale non solo per la città di Catania, ma per tutta la Sicilia – afferma Nico Torrisi -. La riqualificazione in corso ha l’obiettivo di rendere l’aeroporto più efficiente, moderno e in linea con gli standard internazionali, migliorando così l’esperienza dei passeggeri e l’attrattività del territorio. Questo impatto positivo si estende ben oltre l’aeroporto stesso, favorendo la crescita economica, il turismo e il collegamento tra la Sicilia e il resto del mondo. Le ricadute economiche sono significative, in quanto un’infrastruttura aeroportuale competitiva stimola lo sviluppo di altre attività legate al turismo, al commercio e ai servizi”.
Per quanto riguarda il secondo, oggi, il presidente dell’autorità di sistema portuale per la Sicilia orientale Francesco di Sarcina ha illustrato le prime opere che anticiperanno la grande rivoluzione che il piano regolatore portuale porterà alla città di Catania e all’infrastruttura.
nello specifico di Sarcina ha parlato di un grande parco multifunzionale: il parco del faro che sorgerà nei terreni lungo la via tempio: l’area avrà un’estensione di 10mila mq e rappresenterà l’avvio dell’opera di riqualificazione del porto.
La gara del valore di circa 6,5 milioni si prevede possa essere aggiudicata il prossimo gennaio, l’affidamento dell’appalto entro marzo e l’inizio dei lavori già a giugno 2025 per essere completati entro 300 giorni (aprile 2026). La procedura contempla anche la costruzione del varco di accesso, costituito da due archi d’acciaio, rastremati e alti 40 metri, convergenti verso l’alto e fusi assieme nelle cuspidi, grazie ad un originale design architettonico, che intende richiamare la “A” della patrona Sant’Agata.
“Come più volte annunciato, il nostro intento è migliorare il rapporto tra città e il porto, che deve essere aperto e rivolto ad essa e non darle le spalle, ma questo obiettivo si deve conseguire attraverso iniziative sinergiche con le attività svolte all’interno e in un mosaico complessivo che non penalizzi il grande valore economico che riveste il porto commerciale – spiega Di Sarcina. La vera rivoluzione sarà con il futuro PRP che speriamo possa vedere la luce a fine 2025, in cui ogni tessera sarà al giusto posto in una visione moderna e rivoluzionaria, frutto dell’orgoglio di essere catanesi che vogliono un porto con la P maiuscola. Ma, consapevoli che realizzare le ambiziose opere di PRP richiederà tempo e risorse, intendiamo da subito, avendo ormai riparato la darsena traghetti, avviare il rinnovamento con opere che impattino positivamente sul carattere del porto e sulla sua accessibilità. Per questa ragione stiamo avviando una serie di progettualità preparatorie e preliminari, di cui questa è solo la prima di una serie”.