Categoria: Ambiente

  • Asec Trade e Catania Rete Gas, auguri di Natale

    Asec Trade e Catania Rete Gas, auguri di Natale

    Anche quest’anno si rinnova il consueto appuntamento per i tradizionali auguri di Natale e per conoscere i futuri progetti delle due importanti aziende etnee che continuano ad offrire alla città un servizio adeguato e sempre vicino alla gente. A porgere i saluti istituzionali l’assessore ai Servizi Demografici e al Decentramento Daniele Bottino, l’assessore al Personale Viviana Lombardo, l’assessore alle Partecipate Giuseppe Marletta, l’assessore alla Città Metropolitana di Catania Alessandro Campisi e la consigliera comunale Erika Bonaccorsi.

    Accanto a loro, il presidente di “Catania Rete Gas” Gianfranco Todaro, il presidente di “Asec Trade” Maria Pagano ed i componenti del CdA delle due aziende, per “Asec Trade” Giovanni Marletta e Paolo Ferrara, per “Catania Rete Gas” il vice presidente Massimo Tempio e Melinda Condorelli.

    Presenti tra il pubblico il personale di Asec Trade e di Catania Rete Gas oltre al presidente di Sidra Mario Di Mulo e il vice presidente dell’Amts Giuseppe Cannavò.

     “Il Natale è una parte dell’anno importante per tutti- afferma il presidente di “Catania Rete Gas” Gianfranco Todaro– ed è un momento anche per fare bilanci e per tirare le somme su quello che si è fatto durante tutto il 2025. Ovviamente il mio pensiero va alla terribile esplosione dello scorso gennaio: un evento che ci ha visto compiere sforzi enormi per dare una risposta concreta ed efficiente alla città ripristinando e mettendo in sicurezza la rete con oltre 5.500 utenze riattivate a tempo di record. Di questo non posso che ringraziare il nostro personale, il Sindaco Trantino, il Comandante dei Vigili del Fuoco di Catania e Italgas per gli sforzi profusi e il grande lavoro di squadra dimostrato”.

     Nel corso dell’evento è stata premiata la squadra di pronto intervento della Catania Rete Gas colpita dall’ esplosione di quasi un anno fa, l’ingegnere Gaetano Parasiliti con i dipendenti Franco Catalano, Nino Fazio e Pierluigi Bafumi.  

    “L’incontro di oggi ribadisce la forte collaborazione che contraddistingue le due aziende partecipate -sottolinea il presidente di Asec Trade Maria Pagano – una sinergia duratura ed efficace che porta alla valorizzazione del personale ed alla stretta collaborazione con le varie realtà territoriali. Ringrazio anche l’amministrazione comunale, che ci ha sempre sostenuto ed appoggiato nei nostri progetti di sviluppo aziendale, oltre al nostro personale che rappresenta il valore aggiunto in termini di professionalità ed impegno. Condivisione e progetti da mettere in atto con l’arrivo del 2026”.

  • Ecologia, il Comune cerca volontari con la qualifica di Ispettore ambientale

    Ecologia, il Comune cerca volontari con la qualifica di Ispettore ambientale

    Il Comune di Catania ha pubblicato l’avviso per la manifestazione di interesse finalizzata all’individuazione degli Ispettori Ambientali Volontari Comunali, una figura prevista dal Regolamento approvato dal Consiglio Comunale l’11 giugno 2024 ed eseguita dall’atto di indirizzo adottato con delibera della giunta Trantino del 26 novembre 2025. L’amministrazione avvia così un percorso strutturato per coinvolgere cittadini e associazioni del terzo settore in un’azione diffusa e coordinata di tutela dell’ambiente urbano, di sostegno alla raccolta differenziata e di vigilanza sul decoro cittadino. Il bando è rivolto alle associazioni iscritte al Registro Unico del Terzo Settore che abbiano tra le proprie finalità la salvaguardia dell’ambiente e che possano mettere a disposizione volontari già formati secondo quanto previsto dal Regolamento comunale. Gli Ispettori Ambientali Volontari saranno impegnati in attività di informazione ai cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti, di prevenzione nei confronti di comportamenti che possano arrecare danno all’ambiente, di vigilanza e segnalazione in caso di irregolarità, dal deposito incontrollato dei rifiuti alla mancata osservanza delle norme comunali e delle ordinanze sindacali. Opereranno sul territorio in fasce orarie prestabilite, con rientro quotidiano negli uffici di riferimento per la consegna delle schede di rilevamento, mentre le associazioni saranno tenute alla trasmissione di report settimanali organizzativi e operativi. È prevista l’attivazione di sessanta volontari, suddivisi in squadre, con copertura assicurativa garantita dal Comune e con rimborsi delle sole spese in coerenza con il regolamento. L’amministrazione comunale considera questo servizio un tassello determinante per migliorare il sistema di raccolta differenziata e rafforzare il controllo territoriale, valorizzando la partecipazione attiva dei cittadini e la collaborazione con il mondo del volontariato.

    Il sindaco Enrico Trantino sottolinea che “la figura dell’Ispettore Ambientale Volontario risponde a una visione partecipata e concreta della gestione dei rifiuti e del decoro urbano. La cura della città è un compito che richiede responsabilità condivisa e la collaborazione di tutti, dalle istituzioni ai cittadini. Con questa iniziativa condivisa con il consiglio comunale apriamo una nuova stagione che integra competenze, sensibilità e presenza sul territorio, offrendo un supporto qualificato ai servizi comunali e contribuendo a contrastare comportamenti che danneggiano l’ambiente e l’immagine della nostra città”.

    Il vicesindaco e assessore all’Ecologia Massimo Pesce evidenzia che “il contributo dei volontari sarà prezioso per rafforzare la rete dei controlli e per intensificare le attività di informazione e sensibilizzazione, elementi indispensabili per rendere più efficace la raccolta differenziata e per migliorare il decoro urbano. Ogni segnalazione, ogni attività svolta nel territorio, ogni supporto fornito ai cittadini rappresenterà un passo avanti verso una città più pulita, ordinata e rispettosa delle regole”.

    La domanda di partecipazione, redatta secondo il modello disponibile sul sito istituzionale del Comune al link indicato nell’avviso, deve essere trasmessa entro le ore 12 del 3 gennaio 2026 tramite PEC all’indirizzo politicheambiente.catania@pec.it oppure consegnata a mano in busta chiusa all’Ufficio Protocollo della Direzione Politiche per l’Ambiente ed Ecologia, via Pulvirenti 4, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, con la dicitura Manifestazione di interesse per l’individuazione di Ispettori Ambientali Comunali Volontari. L’esito della selezione sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Catania nella sezione dedicata agli Avvisi.

  • Pescatori siciliani, arrivano i ristori: dalla Regione aiuti per 480 mila euro

    Pescatori siciliani, arrivano i ristori: dalla Regione aiuti per 480 mila euro

    Via libera dalla giunta regionale al riconoscimento di evento climatico avverso, assimilabile a calamità naturale, nel settore della pesca con riferimento ai “piccoli pelagici”. Si tratta di aiuti per 480 mila euro destinati agli operatori della filiera che pescano sardine e alici, penalizzati da un sensibile calo della cattura di queste specie ittiche, causato da eventi meteoclimatici e che impatta sulla sostenibilità socio-economica del settore. 
    «Il governo Schifani è al fianco dei pescatori che hanno subito perdite di reddito a causa degli straordinari eventi meteo che hanno prodotto un calo del pescato di piccoli pesci pelagici – ha detto l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino – Vogliamo dare loro un contributo concreto per recuperare il terreno perduto e rilanciare il comparto».
    Il riconoscimento del carattere di evento climatico avverso assimilabile a calamità naturale riguarda i tutti e tre i bacini marini dell’Isola: mar Tirreno, mar Ionio e stretto di Sicilia. In tutti, a causa degli eventi climatici, si è verificata una significativa riduzione degli stock alieutici dei cosiddetti “piccoli pelagici” (Engraulis encrasicolus e Sardina pilchardus). Di conseguenza, si sono avute ripercussioni sulla produzione e sul reddito delle aziende titolari delle unità autorizzate alla pesca e sui relativi equipaggi. 
  • Regione Siciliana, Enel e Lipu insieme per tutelare la biodiversità

    Regione Siciliana, Enel e Lipu insieme per tutelare la biodiversità

    Un modello virtuoso di cooperazione tra pubblico e privato, orientato alla tutela della biodiversità, alla riqualificazione di aree sensibili e alla valorizzazione del territorio siciliano. È questo l’obiettivo dell’accordo nato da un percorso di collaborazione virtuoso tra l’assessorato del Territorio e dell’ambiente della Regione Siciliana, il gruppo Enel (con le aziende E-Distribuzione ed Enel Produzione) e la Lipu, ente gestore delle riserve naturali orientate “Saline di Priolo” e “Biviere di Gela”.

     

    «Con questi progetti – dichiara l’assessore Giusi Savarino – dimostriamo che la Sicilia sa essere laboratorio di buone pratiche, dove la tutela dell’ambiente e lo sviluppo possono procedere insieme. La collaborazione con Enel e Lipu è un segnale forte di come pubblico e privato possano condividere responsabilità e visione per il futuro del nostro territorio. La tutela della biodiversità, come nel caso della cicogna bianca e di altre specie, può e deve essere un obiettivo condiviso, sostenuto da competenze, dialogo e visione comune».L’accordo prevede, in particolare, due distinti interventi: uno per la riserva naturale di Gela, in provincia di Caltanissetta, e uno per quella di Priolo Gargallo, nel Siracusano, che, per le loro specificità tecniche e gestionali, prevedono la sottoscrizione di due distinte convenzioni, calibrate sulle diverse esigenze operative.

     

    Oggi, nella sede dell’assessorato del Territorio e dell’ambiente, è stata sottoscritta la convenzione tra la riserva naturale orientata “Biviere di Gela” ed E-Distribuzione, l’azienda del gruppo Enel che gestisce in Italia la rete elettrica a media e bassa tensione. Il progetto, prossimo all’avvio, mira a ridurre l’impatto delle linee elettriche sull’avifauna, con particolare attenzione alla colonia di cicogna bianca e ad altre specie di interesse comunitario. Il progetto prevede, inoltre, l’installazione di strutture artificiali sicure per la nidificazione. Tutto ciò consentirà una gestione più sostenibile delle infrastrutture elettriche in aree di elevato valore naturalistico.
    Il percorso di collaborazione concordato rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni, imprese e mondo delle aree protette possa tradursi in azioni tangibili di sostenibilità e tutela ambientale. Con queste azioni, la Sicilia si conferma tra le regioni più attive nella promozione di interventi concreti di restauro ecologico, riduzione dell’impatto industriale e rafforzamento della Rete Natura 2000, contribuendo alla costruzione di un futuro più sostenibile e resiliente.
    «Siamo orgogliosi – sottolinea il presidente della Lipu, Alessandro Polinori – di essere parte attiva di questo percorso che unisce riqualificazione ambientale e responsabilità condivisa. A Priolo e Gela si costruisce un modello replicabile, dove la conservazione della biodiversità diventa leva di rigenerazione territoriale e di crescita culturale. Ringraziamo la Regione Siciliana ed Enel per la sensibilità e la visione dimostrata».
    Il progetto si inserisce nel quadro delle azioni del sistema regionale delle Aree naturali protette, che promuove una gestione integrata e partecipata del patrimonio naturale.
  • Allarme diffusione nuova specie aliena in Sicilia

    Allarme diffusione nuova specie aliena in Sicilia

    Una nuova specie aliena è arrivata nel Mediterraneo e si trova anche in Sicilia. Dopo l’alga killer, la medusa nomade, il pesce scorpione, il vermocane e il granchio blu, ecco la formica guerriera.

    La Solenopsis invicta, anche chiamata formica di fuoco, è capace di diffondersi con estrema rapidità e influisce negativamente sugli ecosistemi, sull’agricoltura, ma anche sulla salute umana. È originaria del Sud America e già due anni fa la rivista “Current Biology”, aveva lanciato l’allarme per il suo arrivo nel Mediterraneo. 

    Anche la regione Sicilia, recentemente, ha avviato una campagna di informazione e di segnalazione. “Questa formica è una tra le specie di formiche più invasive del mondo. In Sicilia è stata rinvenuta nella parte del Siracusano. Si tratta di un animale le cui punture sono fortemente dolorose, provano reazioni allergiche e addirittura possono causare cose ben più gravi. Fin dall’inizio abbiamo compreso il rischio che la formica di fuoco rappresenta per il nostro territorio e continuiamo costantemente a seguire la situazione intervenendo su tutti i fronti per contrastare questa emergenza. Siamo perfettamente al passo con il cronoprogramma che è stato concordato e finanziato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Da mesi stiamo portando avanti le azioni di contrasto pianificate. Possiamo dire che l’eradicazione nel Siracusano sta funzionando”, queste le parole dell’Assessore Regionale del territorio e dell’ambiente, Giusi Savarino. 

    In realtà, nonostante le azioni contrastive, le formiche di fuoco hanno già creato diversi formicai e tane dislocate in varie zone in Sicilia. Ma come è arrivata questa specie in Europa? Principalmente con il vento e attraverso il trasporto marittimo. E come si comporta? Ce ne parla Lucia Zappalà, Professore di Entomologia a Catania: “Si chiama Invicta perché sembra imbattibile, incontrollabile. Il suo nome comune deriva dalla sensazione provocata dalla puntura, un bruciore che ricorda il fuoco. Ogni colonia può ospitare fino a 250.000 individui organizzati in una gerarchia perfetta di operai sterili e regine alate. Dopo l’accoppiamento i maschi muoiono e le regine volano a creare altri nidi. Le colonie sono talmente compatte da poter formare zattere galleggianti in caso di pioggia o inondazione, proteggendo la regina e le larve. Il pericolo non è solo per la salute umana, ma attaccano rettili, anfibi, piccoli mammiferi e persino nidi di uccelli”. Si racconta che in Australia, siano stati trovati esemplari di koala morti nelle vicinanze dei nidi di formica di fuoco, ed in Cina, abbiano decimato i raccolti di soia, costringendo i contadini ad abbandonare i campi. Nel mondo hanno creato danni ingenti, negli Stati Uniti nel 2024, per oltre 6 miliardi di dollari. 

    Per estirparle è necessario creare delle trappole con esche avvelenate a base di mais, soia o altri altri elementi, che le formiche portano alla regina. È importantissimo eliminare queste specie aliene perché uccidono la fauna autoctona e, proprio come è stato con il granchio blu, possono anche causare l’estinzione di specifiche razze.

    Se animali o uomini vengono punti da uno di questi esemplari, si hanno lesioni simili a vesciche, col tempo diventano cicatrici che persistono a distanza di mesi per poi trasformarsi, negli individui sensibili o allergici, in pericolose palpitazioni o shock anafilattico.

     

  • In Sicilia record di nidi di tartaruga

    In Sicilia record di nidi di tartaruga

    Un primato positivo per la più grande isola del mediterraneo: le proprie spiagge ospitano sempre più nidi di tartaruga Caretta Caretta. Un trend che fortunatamente riguarda tutto lo stivale italiano, vede la Sicilia in testa, con oltre 220 nidi, distribuiti tra le province di Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani. 

    Si tratta di un dato importantissimo, soprattutto perché questa specie di tartaruga stava per sparire dalle nostre coste, mentre adesso l’Italia è tornata ad essere un luogo di approdo sicuro. Tra le regioni protagoniste di questo grande ritorno, subito dopo la Sicilia c’è la Calabria, con ben 180 nidi, situati lungo la Costa dei gelsomini e sul versante tirrenico. Segue la Campania, con 114 nidi e con numeri minori: Puglia, Toscana, Lazio e Sardegna. Anche la Liguria, per la prima volta, è arrivata a contare ben 12 nidi.

    Neanche un paio d’anni fa, la specie caretta caretta veniva quasi considerata estinta per la scarsa presenza sulle coste bagnate dal Mar Mediterraneo. La crescente antropizzazione delle spiagge e i rifiuti rilasciati in acqua erano, e continuano ad essere, un elemento di pericolo costante per le tartarughe marine. Moltissime sono morte per aver scambiato delle buste di plastica per meduse, ingerendole. O in generale per aver mangiato tappi, ami e altri piccoli rifiuti. Inoltre, moltissimi di questi esemplari rimangono intrappolati nelle reti da pesca causando almeno 40.000 morti l’anno. 

    Le tartarughe arrivano nel mediterraneo nella tarda primavera: nidificano da fine maggio a fine agosto e il periodo di schiusa va da 45 a 70 giorni dopo la deposizione. Una volta schiuse le uova, i piccoli possono impiegare fino ad una settimana per uscire ed immergersi. Solitamente l’immersione avviene di notte. Uno dei fattori che influenzano la schiusa sono il clima e la temperatura della sabbia. 

    Ricordiamo che una tartaruga marina comune può raggiungere fino a 80 anni di vita e arriva alla maturità sessuale intorno ai 20, 30 anni. L’attività riproduttiva dura circa 10 anni e una volta che i piccolo escono dalle uova ed entrano in acqua, memorizzano le informazioni per utilizzarle da adulti dopo 20, 30 anni, per tornare in quella stessa spiaggia e riprodursi. 

    La tartaruga marina è importantissima per l’ecosistema in quanto sul suo guscio si può trovare una vera e propria comunità di piccole piante, animali e soprattutto corostacei. 

    Il Mediterraneo è sempre stato il rifugio perfetto per queste tartarughe. A causa del cambiamento climatico che inficia considerevolmente sull’innalzamento della temperatura dell’acqua, è considerato, dalla specie, ottimale per la riproduzione e la nidificazione delle uova.

    Le tartarughe sono tornate anche grazie all’enorme lavoro e dedizione delle istituzioni di salvaguardia ambientale faunistica. Dalle associazioni ai volontari, per garantire a questi esseri un ambiente sicuro per la schiusa e la sopravvivenza dei piccoli. Azioni concrete di collaborazione con gli operatori turistici e un monitoraggio ambientale, hanno trasformato le nostre spiagge in un luogo splendido per la sussistenza di queste tartarughe marine. 

     

     

  • Inaugurato a Catania il primo impianto solare solidale della Sicilia

    Inaugurato a Catania il primo impianto solare solidale della Sicilia

    Energia pulita che diventa cibo, tecnologia che diventa solidarietà. Da oggi il sole illumina non solo i magazzini di Banco Alimentare della Sicilia ODV, ma anche la speranza di migliaia di famiglie siciliane. È la sintesi del progetto “Sunrise for Banco Alimentare – Impatto positivo: nuove energie, Comunità in crescita”, presentato e inaugurato oggi al MAAS (Mercati Agro Alimentari Sicilia) di Catania, alla presenza dell’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni, dell’on. Giuseppe Carta presidente Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana, di Emanuele Zappia presidente MAAS Catania e del presidente di Confindustria Sicilia Gaetano Vecchio.
    La nuova tettoia solare solidale, installata all’ingresso del magazzino di Banco Alimentare della Sicilia, è il frutto di una sinergia tra profit e non profit; Crédit Agricole Italia, con il sostegno economico all’iniziativa; e Banco Alimentare della Sicilia, che trasformerà il risparmio energetico – circa 7.000 euro l’anno – in nuovi aiuti alimentari destinati alle famiglie più fragili ed ERG, con la donazione dei moduli rigenerati nell’ambito del programma Social Purpose for Solar Revampingper dare una “seconda vita” ai pannelli solari dismessi dai suoi impianti, ancora perfettamente utilizzabili in autoproduzione
    Un impianto da 19,74 kWp, con una produzione stimata di 23.000 kWh l’anno, pari al consumo medio di circa nove famiglie tipo (calcolato su stime Arera). L’intervento è stato realizzato con il contributo tecnico di MCA Energy, che ha fornito le dotazioni, e con la progettazione e direzione lavori a titolo gratuito dell’ing. Carlo Bruno, cui si affianca l’apporto tecnico dell’ingegnere, e volontario di Banco Alimentare, Salvo Puleo.
    «La sostenibilità sociale non è la stampella di quella ambientale, ma il suo acceleratore – ha affermato Pietro Maugeri, presidente Banco Alimentare della Sicilia ODV. Ogni chilogrammo di cibo che salviamo dallo spreco ha un doppio valore: sociale e ambientale. Da un lato restituisce dignità a chi vive una situazione di fragilità, dall’altro evita l’emissione di gas serra e la dispersione delle risorse necessarie per produrlo. Grazie a questo impianto ridurremo del 25% i consumi energetici, liberando risorse per sostenere ancora più persone. È la dimostrazione che quando imprese, istituzioni e terzo settore lavorano insieme, la sostenibilità diventa una strategia di sviluppo per tutto il territorio e che la sostenibilità non è solo un dovere etico, ma un interesse economico illuminato: quando una persona sta bene, quando è produttiva e generativa, a beneficiarne è l’intera comunità».
    Nel corso dell’evento, moderato dalla giornalista Assia La Rosa, si sono alternati gli interventi di Alessandro Garrone, vicepresidente esecutivo di ERG, Filippo Corsaro e Frantz Puccetti per Crédit Agricole Italia, Donato Didonè, direttore di Fondazione Banco Alimentare, e lo stesso Pietro Maugeri.
    “Sostenere questa iniziativa non è stata semplicemente una scelta di responsabilità sociale, ma una visione strategica che unisce intrinsecamente sostenibilità, solidarietà e innovazione, tre pilastri fondamentali per Crédit Agricole Italia dimostrando che la finanza ha il dovere e il potere di superare la sua funzione tradizionale. Attraverso questa partnership con ERG e Banco Alimentare, offriamo una prova tangibile di come le imprese, agendo responsabilmente, possano attivare circoli virtuosi e contribuire significativamente alla resilienza e alla crescita sostenibile del territorio siciliano», dichiarano Filippo Corsaro, Responsabile Direzione Regionale Sicilia di Crédit Agricole Italia e Frantz Puccetti Coordinatore Progetti Banca d’Impresa, Crédit Agricole Italia».
    «Siamo particolarmente soddisfatti di questa collaborazione molto concreta col Banco Alimentare della Sicilia – spiega Alessandro Garrone, vicepresidente esecutivo ERG -, inserita nel progetto Social Purpose for Solar Revamping, che coniuga sostenibilità, economia circolare e impatto sociale, favorendo autonomia energetica e creazione di valore per le comunità locali. ERG si impegna a continuare questo percorso virtuoso con Banco Alimentare per creare valore condiviso con i territori, e stiamo valutando ulteriori progetti sul territorio nazionale a cui contribuire coi nostri pannelli del progetto Social Purpose for Solar Revamping».
    L’assessore Francesco Colianni, che ha tratto le conclusioni dell’incontro, ha sottolineato l’importanza della presenza del «Governo regionale e della necessità di dare il proprio contributo, così come stanno facendo importanti realtà come ERG e Crédit Agricole Italia. Ci troviamo in una struttura della Regione, il MAAS, che rappresenta un punto di riferimento non solo per la provincia di Catania ma per tutta la Sicilia Orientale. Oggi guido l’assessorato regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità e posso dire con orgoglio che la Sicilia si è candidata a essere protagonista della transizione energetica, diventando un modello a livello nazionale. La presenza mia e della Regione in questa occasione, che ha anche un fortissimo valore sociale grazie al Banco Alimentare, è per me motivo di grande apprezzamento. Spero che questa iniziativa possa essere l’inizio di un percorso che guarda al futuro del territorio».
    La cerimonia si è conclusa con la benedizione del vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania, don Vincenzo Branchina, davanti alla nuova tettoia fotovoltaica da 150 mq: un simbolo concreto di come innovazione tecnologica, economia circolare e solidarietà possano convergere in un’unica visione di futuro, capace di trasformare l’energia del sole in energia sociale.
  • Catania, giovedì Confambiente annuncerà nuovo contratto di igiene urbana

    Catania, giovedì Confambiente annuncerà nuovo contratto di igiene urbana

    Confambiente – Confcommercio: al convegno del 25 settembre l’annuncio di un nuovo contratto di igiene urbana Confambiente – Confcommercio sarà sponsor e parte attiva del Tavolo Prefettizio al convegno “Salute, Lavoro e Ambiente: ricerca e prevenzione nel comparto Ateco E”, in programma giovedì 25 settembre 2025 presso l’Aula Magna della Torre Biologica dell’Università di Catania. In questa occasione, Confambiente annuncerà l’avvio del percorso per la redazione del nuovo contratto di igiene urbana delle aziende di Confcommercio, con l’obiettivo di modernizzare e adeguare l’attuale strumento alle nuove esigenze dei servizi, superando un impianto contrattuale ormai obsoleto che penalizza cittadini e Pubblica Amministrazione. Un primo passo concreto verso un modello più innovativo ed efficiente nella gestione dei servizi pubblici locali.

  • La Corte dei Conti chiede chiarimenti alla Regione Sicilia in merito alla gestione dei termovalorizzatori

    La Corte dei Conti chiede chiarimenti alla Regione Sicilia in merito alla gestione dei termovalorizzatori

    La Corte dei conti ha chiesto chiarimenti alla Regione Sicilia in merito alla gestione dei termovalorizzatori presenti sull’isola. La richiesta di chiarimenti è stata avanzata a seguito di una serie di dubbi e perplessità emerse durante un’indagine condotta dalla Corte dei conti sulla gestione dei rifiuti in Sicilia.

    I termovalorizzatori e la loro futura gestione è stata al centro di numerose polemiche e critiche, soprattutto in relazione all’impatto ambientale e alla salute pubblica.

    La Corte dei conti ha chiesto alla Regione Sicilia di fornire chiarimenti su diversi aspetti, tra cui:

    – La gestione dei rifiuti trattati nei termovalorizzatori
    – L’impatto ambientale degli impianti
    – La salute pubblica e la sicurezza dei cittadini
    – La trasparenza e la correttezza nella gestione degli appalti e dei contratti

    Questo intervento della Corte dei conti è stato accolto positivamente dalle associazioni ambientaliste e dai cittadini, che da tempo sollevano dubbi e preoccupazioni sulla gestione dei termovalorizzatori in Sicilia.

  • Frode fiscale da 1,5milioni: scoperta società cartiera nel siracusano

    Frode fiscale da 1,5milioni: scoperta società cartiera nel siracusano

    Fiamme gialle a lavoro anche a Siracusa, dove hanno ha scoperto un sistema di frode fiscale costruito intorno a una società ‘cartiera’, solo formalmente attiva nel settore agricolo, creata esclusivamente con la finalità di emettere fatture false per 1,5 milioni di euro.

    Pur non possedendo alcun fattore della produzione, la sede legale è nell’abitazione di un romeno, non è proprietaria di terreni né li conduce in affitto, non è proprietaria di mezzi, non versa Iva, la società ha formalmente assunto numerosi operai, che di fatto però hanno prestato l’opera direttamente all’agrumicoltore e successivamente la cartiera gli ha fatturato il servizio prestato per la classica “raccolta delle arance” con addebito dell’imposta sul valore aggiunto con aliquota del 22%.

    Il provento illecito, frutto dell’indebita detrazione dell’Iva sulle false fatture, è stato quantificato in circa 300 mila euro. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, è scattato su tale importo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente. Ai soggetti coinvolti – tra cui il reale amministratore di fatto e il prestanome – vengono è contestato l’utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, oltre a reati per il mancato versamento dei contributi previdenziali per gli operai formalmente assunti dalla società cartiera.