Insolita scena durante un concerto di Elodie a Messina. La cantante durante l’esecuzione del pezzo “Black Nirvana” si è scaraventata su quello che riteneva un fan invadente situato in prima fila, portandogli via il telefono. In realtà si trattava di un giornalista accreditato che stava riprendendo dei video per la rivista “Messina Today”.
La performance è ovviamente finita sotto i riflettori nazionali. Elodie vestiva un body molto succinto e il palco era allestito con una piccola pozza d’acqua nella quale la cantante si bagnava e mimava movenze sexy. Il fotografo, subito sotto il palco, si è avvicinato troppo. Il gesto non è piaciuto all’artista che ha dato un colpo allo smartphone e poi ha spruzzato dell’acqua al fotografo, minacciandolo.
Il video è diventato virale sui social e Antonio Caffo, il giornalista regolarmente accreditato, li insieme ad altri giornalisti, ha dichiarato: “Ho fatto solo il mio umile mestiere per tentare di realizzare un buon prodotto”. Sul web in tanti accusano Elodie. Anche altri personaggi famosi, come Lory Del Santo, hanno voluto dire la loro. Lory ha dichiarato: “se vai su un palcoscenico e ti vesti in un certo modo devi sapere che ti fotografano così. Se ti vesti diversamente, le foto saranno diverse. Lei è audace”. Un commento tagliente che ha fatto scoppiare ulteriormente la polemica tra chi ha indicato in Elodie e in altre cantanti sempre più svestite, un nuovo malsano trend della musica di oggi e chi, come per esempio Caterina Balivo, ha sottolineato che “le foto si fanno di certo, ma c’è modo e modo. L’inquadratura dal basso è diversa da quella frontale”. Sulla stessa scia anche Patrizia Rossetti: “riprenderla da sotto non è professionale. Non diamo sempre la colpa alle donne”. Di diverso avviso invece il giornalista Riccardo Signoretti: “va rispettato il lavoro di tutti. Hanno sbagliato gli organizzatori permettendo quella vicinanza così invasiva. Elodie dovrebbe scusarsi con chi stava lavorando”.
Sui social la polemica non si spegne. Tra chi accusa la cantante di sessualizzare troppo le proprie performance e chi invece difende la libertà delle artiste e delle donne di potersi esprimere liberamente senza interferenze maschiliste.

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