Polizia arresta 21enne per violenza sessuale – Donna arrestata a Trapani per possesso di stupefacenti – Operazione della Finanza a Caltanissetta – Ultimo weekend per Le vie dei Tesori a Ct
Autore: redazione
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Evasione e riciclaggio: GdF di Caltanissetta sequestra beni per oltre mezzo milione a due imprenditori
I finanzieri del Comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro, nei confronti di due soggetti indagati rispettivamente per reati tributari e riciclaggio.
Le investigazioni, condotte dai militari del Gruppo di Gela, sono scaturite da un’approfondita analisi della contabilità di una società operante nel settore della meccanica generale, che ha evidenziato gravi irregolarità fiscali e contabili.
Gli approfondimenti successivi hanno permesso di accertare che il legale rappresentante dell’impresa si è sottratto nel tempo al pagamento delle imposte, commettendo così il reato di “omessa dichiarazione”.
Dalle indagini, supportate da controlli incrociati su imprese operanti a livello nazionale e da verifiche sui rapporti bancari di diversi soggetti, è emerso un sistema di movimentazioni finanziarie illecite. In particolare, sono stati riscontrati trasferimenti di ingenti somme di denaro sul conto personale di un soggetto di Niscemi, in assenza di rapporti commerciali effettivi, consentendo così all’imprenditore gelese di eludere il versamento delle imposte dovute allo Stato.
È stato inoltre accertato che l’imprenditore, nel tentativo di sottrarsi a eventuali responsabilità amministrative e penali, ha ceduto la società a un cittadino straniero gravato da numerosi precedenti penali e sottoposto a misura restrittiva degli arresti domiciliari.
Il GIP del Tribunale di Gela, quindi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie e, per equivalente, dei beni immobili e mobili registrati riconducibili alla società e agli indagati, a tutela delle ragioni dell’Erario. I beni sequestrati a garanzia del credito erariale consistono, più in dettaglio, in quote societarie e disponibilità finanziarie esistenti su conti correnti bancari per oltre mezzo milione di euro.
Si evidenzia che, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di non colpevolezza degli indagati. -

Violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della ex 15enne: arrestato 21enne a Scicli
La polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 21 anni con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni dell’ex fidanzata di 15 anni. Il ragazzo, lresidente a Scicli in provincia di Ragusa, è destinatario di in un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip , su richiesta della procura.
Le indagini della squadra mobile sono partite dopo la denuncia fatta lo scorso settembre dai genitori della ragazza. E’ emerso che la minorenne, affetta da uno stato di vulnerabilità emotiva, era stata costretta a subire dall’inizio della relazione sentimentale, lo scorso maggio, una serie di maltrattamenti, vessazioni, minacce e abusi sessuali.
Il ragazzo è agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
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Radio giornale del 5 novembre 2025 ore 20.00
Inchiesta Cuffaro – Salvini sul Ponte – Nuovi dirigenti al Policlinico di Palermo – Comune di Trapani toglie deroga palazzetto basket allo Shark
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Omicidio Capizzi: restano in carcere i tre indagati
Restano in carcere Giacomo Frasconà Filaro, suo padre Antonio e il fratello Mario, accusati dell’omicidio del sedicenne Giuseppe Di Dio, avvenuto 4 giorni fa davanti a un bar di Capizzi nel Messinese. Il gip di Enna ha confermato i fermi e disposto per i tre indagati la custodia cautelare in carcere. Il 20enne che ha sparato uccidendo per errore la vittima, ha scelto di non rispondere alle domande del gip ma ha rilasciato una dichiarazione spontanea per discolpare il padre e il fratello.
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Radio giornale del 5 novembre 2025 ore 18.00
Sentenza processo Athena – Restano in carcere per omicidio a Capizzi – Schifani a Bruxelles – Nuovi dirigenti Policlinico Palermo
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Processo Athena: condanne per 14 imputati della cosca Morabito-Rapisarda
Oltre 160 anni di carcere, con pene comprese tra sei anni e otto mesi e vent’anni di reclusione, per 14 imputati: è la sentenza pronunciata dal gup di Catania, Anna Maria Cristaldi, nel processo, celebrato col rito abbreviato, nato dall’operazione Athena di carabinieri, eseguita il 15 aprile del 2024, nei confronti di presunti appartenenti alla cosca Morabito-Rapisarda, operante a Paternò, e riconducibile al clan catanese dei Laudani.
I reati ipotizzati, a vario titolo, erano associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso e corruzione. Nell’inchiesta Athena, coordinata dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dalle sostitute Tiziana Laudani e Alessandra Tasciotti, sono indagati anche il sindaco di Paternò, Antonino Naso, eletto con delle liste civiche nel giugno del 2022, l’ex consigliere comunale ed ex assessore, Pietro Cirino, e un ex assessore dell’attuale giunta, Salvatore Comis. Il reato ipotizzato, in concorso con due presunti esponenti del clan Morabito, Vincenzo Morabito e Natale Benvenga, è di scambio elettorale politico-mafioso.
L’indagine, avviata dopo la denuncia di un imprenditore locale minacciato da alcuni mafiosi per farlo ritirare dalla vendita all’asta un lotto di terreni, fece emergere gli interessi dell’organizzazione nel controllo sistematico delle aste giudiziarie di immobili nelle province di Catania e Siracusa. La cosca prevedeva l’intervento ‘fisico’ di propri sodali durante le procedure di vendita per allontanare, anche con la violenza, i partecipanti e garantiva ai propri ‘clienti’ l’acquisto o il rientro in possesso del bene.
Le aste andate a ‘buon fine’ avrebbero fruttato alla consorteria consistenti guadagni, condivisi anche con il gruppo Assinata, articolazione della famiglia Santapaola-Ercolano di Cosa nostra di Catania, che certifica un patto di ‘coabitazione’ tra i clan per gli affari criminali. Tra le attività illecite dei Morabito-Rapisarda anche il traffico e lo spaccio al dettaglio di stupefacenti.
Queste le condanne comminate dal gup di Catania: Adriano Apolito 14 anni di reclusione, Natale Benvenga 17 anni e 8 mesi, Filippo Cunsolo 10 anni, Vincenzo Cunsolo 7 anni e 4 mesi, Francesco Di Perna 6 anni e 8 mesi, Vincenzo Morabito 15 anni e 4 mesi, Carmelo Oliveri 10 anni, Emanuele Salvatore Pennisi 14 anni e 8 mesi, Andrea Rapisarda 10 anni e 8 mesi, Antonino Rapisarda 20 anni, Vincenzo Rapisarda 10 anni e 8 mesi, Andrea Sinatra 20 anni, Angelo Spatola 8 anni, e Carmelo Verzì 7 anni e 4 mesi.
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Policlinico Palermo: firmati contratti da 9 nuovi dirigenti
Nove nuovi contratti sono stati firmati da dirigenti delle aree medica e tecnica-amministrativa del Policlinico di Palermo.
“L’affidamento degli incarichi di responsabilità – commenta la direttrice generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari – rappresenta un importante passo avanti nella valorizzazione delle competenze interne e nel rafforzamento dell’organizzazione aziendale. Ogni nuovo dirigente porta con sé una ricca esperienza e una visione che, ne sono certa, contribuiranno in modo significativo al nostro sviluppo. È essenziale, ora più che mai, unire le forze per affrontare le sfide future in modo proattivo e collaborativo. Il nostro obiettivo è garantire un’efficienza e una qualità sempre maggiori nei servizi sanitari offerti ai cittadini. Auguro a tutti i nuovi dirigenti buon lavoro, sottolineando che il loro contributo sarà fondamentale per consolidare la missione del Policlinico: unire eccellenza clinica, ricerca e innovazione al servizio della salute pubblica”.
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Radio giornale del 5 novembre 2025 ore 16.00
Mafia e politica, 185 anni di condanne per 17 imputati – Appalti truccati coinvolgimento tenente colonnello Carabinieri – Commissione Antimafia su inchiesta appalti truccati – Sanzioni polizia locale Catania
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Inchiesta appalti truccati: tra gli indagati anche un tenente colonello amico di Cuffaro
C’è anche un tenente colonnello dei carabinieri, Stefano Palminteri, nell’inchiesta su Totò Cuffaro, ex governatore siciliano per cui ieri la procura di Palermo ha chiesto l’arresto per corruzione e turbata libertà degli incanti. Palminteri è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio, avrebbe allertato Cuffaro e Carmelo Pace, capogruppo Dc all’Ars, dell’esistenza di indagini che avrebbero potuto riguardarli.
La prossima settimana i 18 indagati nell’inchiesta della procura palermitana su appalti truccati saranno sentiti dal gip che dovrà decidere sui domiciliari richiesti dai pm. La gip Carmen Salustro ha stabilito che Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Mauro Marchese, Paolo Bordonaro, Giuseppa Di Mauro, Paolo Emilio Russo, Vito Fazzino e Sergio Mazzola saranno sentiti lunedì 11 novembre, alle 9:30. Il 13 novembre, alle ore 10, toccherà ad Alessandro Maria Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro. Il 14 novembre alle 9:30 davanti al gip compariranno Antonio Abbonato, Salvatore Cuffaro, Carmelo Pace, Vito Raso e Saverio Romano.