Sciolto per mafia il Comune di Paternò – Palermo, processo d’appello per l’omicidio in discoteca – Raddoppio ferroviario della Catania/Messina – Allerta meteo
Autore: redazione
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Radio giornale del 20 novembre 2025 ore 18.00
Sequestro azioni Liberty Lines – Incidente stradale a Linguaglossa – Medico ferma autista che procedeva a zig zag – Si riduce il potere d’acquisto dei pensionati
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Morosoli: “Il Parco dell’Etna mi convochi sul ticket ai Crateri Silvestri”
CATANIA. “L’attività che svolgiamo ai Crateri Silvestri non è soggetta ad autorizzazione, perché lo sbigliettamento per il solo accesso al sito non rientra nel criterio della cosiddetta fruizione, condizione necessaria perché ci sia l’approvazione del Parco dell’Etna. Dunque, rimandiamo serenamente al mittente l’accusa di attività illecita o abusiva”.
Francesco Russo Morosoli interviene per fare chiarezza su certi passaggi controversi e male interpretati da alcuni attori presenti all’audizione tenutasi in IV commissione all’Assemblea regionale siciliana, martedì 18 novembre. Il concetto di “fruizione” è il punto cruciale per comprendere la liceità dell’azione intrapresa nell’area dei Crateri Silvestri.
“Auspico vivamente – sottolinea l’imprenditore – che il Parco dell’Etna mi convochi per trovare una soluzione che sia condivisa e soddisfi le esigenze di tutti i profili. Mi riferisco chiaramente al pubblico, al privato, alle guide e alle associazioni ambientaliste. Ribadisco dunque, come già puntualizzato in Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars, che è mia precisa volontà partecipare a tutte le iniziative che si vogliano mettere in campo per trovare una soluzione giusta ed efficace. Non si fa il bene di nessuno estrapolando solo una piccola parte del mio lungo intervento in commissione. Soprattutto perché ho espresso a chiare lettere la mia totale apertura al confronto, passaggio essenziale recepito da tutti i profili presenti in aula”.
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Una Nuova Idea di Assistenza: La Cura che Trasforma il Quotidiano
Tra invecchiamento demografico, fragilità emergenti e richieste assistenziali in evoluzione, la struttura Villa Fiorita si propone come un modello avanzato di RSA che pone al centro la persona e non soltanto la patologia. In un contesto sociale in cui benessere significa sempre più equilibrio globale, l’obiettivo non è solo curare, ma prendersi cura, integrando dimensioni fisiche, mentali e relazionali.
Villa Fiorita opera con un approccio multidisciplinare: è garantita assistenza infermieristica continuativa, visite specialistiche e percorsi riabilitativi personalizzati. Grazie alla collaborazione con fisioterapisti, logopedisti e servizi territoriali, la presa in carico diventa globale e non frammentata. Il personale OSA-OSS è qualificato e formato per assistere con sensibilità e professionalità. Un’area di eccellenza riguarda gli ospiti affetti da Morbo di Alzheimer: Villa Fiorita ha ideato percorsi specifici di terapia occupazionale che includono attività manuali, artistiche e cognitive. L’obiettivo è valorizzare le capacità residue, stimolare la socializzazione e ridurre disturbi comportamentali.
Il benessere passa anche dalla dimensione emotiva: gli ospiti sono affiancati da figure professionali che costruiscono dialogo ed empatia. Musicoterapia, biblioterapia e fisiokinesiterapia sono parte integrante della proposta di benessere complessivo.
I familiari, parte attiva del processo, vengono coinvolti e supportati tramite colloqui e orientamento, in sinergia con coordinatori e assistenti sociali. Solo così la qualità della vita dell’ospite può realmente migliorare.
A guidare Villa Fiorita è Davide Alì, con oltre trent’anni di esperienza nel settore socio-sanitario. La struttura ha superato anche la complessa fase della pandemia mantenendo al centro la dignità e l’umanità delle persone assistite.
Villa Fiorita non promette miracoli, ma garantisce attenzione, rispetto e serenità. Perché la cura autentica non si misura soltanto nei risultati clinici, ma nel benessere che restituisce a chi la riceve.
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Radio giornale del 20 novembre 2025 ore 16.00
La Vardera sulla Commissione antimafia – Schifani ed il successo del settore vitivinicolo – Revocato lo sciopero al Biondo di Palermo
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Si chiama AREA 17, il nuovo progetto destinato al panorama dell’intrattenimento siciliano
AREA 17, il nuovo progetto destinato a portare una ventata di innovazione nel panorama dell’intrattenimento siciliano, apre ufficialmente le selezioni per formare il proprio team in vista dell’imminente apertura.
La struttura – un format che unisce dinner show, clubbing, mixology evoluta e un’esperienza immersiva totalmente nuova per il territorio – annuncia due giornate di Open Day dedicate al recruiting dello staff.
POSIZIONI APERTE
• Camerieri
• Bartender e Barback
• Runner
• HostessCerchiamo talenti motivati, persone che vogliono crescere, formarsi e far parte di un progetto che promette di diventare uno dei punti di riferimento più stimolanti della scena locale.
PERCHÉ AREA 17?
Perché qui innovazione, formazione continua e crescita reale sono alla base del percorso professionale che offriamo.
Se ami il mondo della ristorazione e del nightlife, hai voglia di metterti in gioco e vuoi vivere un’esperienza lavorativa dinamica all’interno di un team giovane e ambizioso… questa è la tua occasione.COME PARTECIPARE
Invia il tuo curriculum a: RECRUITING@AREADICIASSETTE.CLUB
Riceverai tutte le informazioni per partecipare agli Open Day della prossima settimana a Valcorrente.AREA 17 – Beyond the Beat.
Dove il talento prende forma. -
Radio giornale del 20 novembre 2025 ore 14.00
Operazione Ipogeo a Catania – tre ordinanze di custodia cautelare – Respinta richiesta arresto per medico Matteo Messina Denaro – Antimafia su concessione demaniale Mondello
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Lancio di pietre e devastazione durante il corteo: due arresti a Catania
Devastazione e saccheggio, danneggiamento, imbrattamento, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, lancio di bottiglie incendiarie, commessi nel corso di una pubblica manifestazione. Sono i reati contestati, a vario titolo, ai due indagati arrestati da agenti della sezione Antiterrorismo della Digos della Questura di Catania. Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Procura del capoluogo etneo
Sono tre i destinati dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’operazione ‘Ipogeo’ della Digos della Questura di Catania su devastazioni e saccheggi durante il corteo del 17 maggio contro il ddl Sicurezza.
Luigi Bertolani (33 anni) e Gabriele Venturi (19) sono in carcere mentre nei confronti del terzo destinatario del provvedimento restrittivo, che si trova all’estero, è stato emesso un mandato di arresto europeo.
L’operazione condotta dalla Polizia prende il nome della via di Catania dove sono cominciati gli atti violenti, in cui è rimasto ferito un funzionario di polizia centrato da una scheggia di una bottiglia incendiaria. Ed anche un agente della municipale colpito da una pietra.
Secondo l’accusa, i tre “appaiono soggetti socialmente pericolosi e strutturati nella devianza, che hanno dato sfogo alla loro indole violenta e delinquenziale, nel corso di un manifestazione pacifica di protesta sociale, mettendo a rischio non solo l’incolumità delle forze di polizia ma creando un pericolo concreto per l’ordine pubblico e per la popolazione cittadina che assisteva spaventata alle condotte violente”.
Lo afferma il gip di Catania.
Gli agenti della Digos hanno visionato il materiale video, isolando i frame che fornivano particolari importanti riuscendo a identificare i tre destinatari del provvedimento restrittivo e gli altri 13 indagati. Perquisizioni domiciliari sono state eseguita dalla polizia con la collaborazione delle Digos di Palermo, Bari, Brindisi, Messina e Siracusa.
Secondo le indagini della Digos della Questura di Catania, gli indagati si erano collocati in coda al corteo, in esecuzione di un piano preordinato secondo la Procura.
Davanti alla casa circondariale di piazza Lanza, ricostruisce la Procura, avrebbero dato vita a “un fitto lancio di pietre, petardi, bombe carta, ordigni esplosivi preparati con liquido infiammabile, nonché all’accensione di petardi, tutti lanciati ad altezza d’uomo e rivolti all’indirizzo degli operatori di polizia presenti e posti a tutela del predetto istituto penitenziario”.
La devastazione, contesta la Procura, è proseguita con violenza, usando pietre e martelli, alcune grosse vetrate e lastroni di marmo di negozi e alberghi, provocando ingenti danni, mentre i passanti scappavano impauriti. -

Frane, al via i lavori di consolidamento del centro abitato di Librizzi, nel Messinese
Aggiudicati i lavori di messa in sicurezza della periferia di Librizzi, nel Messinese. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, che ha al suo vertice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, interviene sulla zona sud-est per eliminare le criticità e per restituire la piena fruibilità di un versante con la più alta classificazione di rischio. Un’estesa porzione di territorio interessata negli ultimi anni da una serie di movimenti franosi che ne hanno compromesso la stabilità. Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno ultimato le procedure per l’affidamento dei lavori che saranno eseguiti dalla Malfitano Srl di Gioiosa Marea in ragione di un ribasso pari al 32,1 per cento e per un importo di 2,2 milioni di euro.L’intervento interessa un’area del centro abitato resa instabile da una serie di smottamenti del terreno che hanno provocato danni importanti a edifici e infrastrutture pubbliche e profonde lesioni sul manto stradale delle principali arterie viarie. Tra queste, la strada provinciale 126 che oggi si presenta danneggiata in diversi tratti, tra l’accesso al paese e contrada Petrolo, situata a valle.Le misure tecniche individuate dal progetto prevedono la demolizione dei muri che delimitano la strada e che risultano gravemente lesionati e il rifacimento in cemento armato con fondazione profonda su pali al chilometro 2+800 per una lunghezza complessiva di settanta metri. Si procederà quindi con il ripristino e la sistemazione della sede viaria e con la risagomatura del versante a monte mediante terrazzamenti in gabbionate e con una serie di paratie di pali. -

Cassazione conferma condanna per Ruggirello: dovrà scontare 12 anni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 12 anni di carcere per l’ex deputato Paolo Ruggirello accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Ruggirello dovrà scontare la pena in carcere.
L’esponente politico trapanese, prima del Pd e poi passato al Movimento per l’autonomia, era rimasto coinvolto nell’operazione “Scrigno” nel 2019: lo scorso gennaio., la Corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna inflitta in primo grado respingendo l’impugnazione della difesa che aveva allora deciso di ricorrere in Cassazione.
Ruggirello avrebbe favorito la mafia trapanese in cambio di appoggi elettorali.