Ascoltato oggi Saverio Romani indagato nell’inchiesta che coinvolge anche l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, dal giudice per le indagini preliminari Carmen Salustro. L’indagine riguarda un comitato d’affari illegale che gestiva appalti e concorsi pubblici nella sanità, sia per Romano che per Cuffaro la procura ha chiesto l’arresto.
Secondo l’accusa Romano avrebbero pilotato un appalto bandito dalla Asp di Siracusa al cui vertice era stato piazzato, proprio su pressione di Romano, il manager Alessandro Maria Caltagirone. “Noto che c’è qualcosa che non funziona in quel che è avvenuto. Ho subito una sentenza di condanna irrevocabile, non avendo ancora capito cosa mi si contesta” ha commentato Romano. “Io sono una delle personalità che più si è esposta per cambiare il sistema – ha spiegato – Qui si pone un tema che riguarda le custodie cautelari. Da quando è in vigore la legge, il numero di richieste di arresto è duplicato. È palese che qualcosa non funzioni”.
Ascoltato oggi anche Antonio Iacono, direttore del Trauma center di Villa Sofia, che ha respinto tutte le accuse “Nessun favoritismo nel concorso e nessun aiuto per diventare primario” ha affermato. Iacono era anche il presidente della commissione di gara per il concorso finito sotto la lente d’ingrandimento della procura di Palermo, agli atti dell’inchiesta ci sono le registrazioni con i nomi dei candidati da sistemare.
Infine ascoltato dal giudice anche Giovanni Tomasino, direttore generale del Consorzio di bonifica della Sicilia occidentale, accusato di aver ricevuto tangenti per favorire un imprenditore segnalato da Totò Cuffaro. Anche in questo caso ci sarebbe un’intercettazione agli atti in cui emergerebbe l’accordo, ma Tomasino ha smentito l’ipotesi affermando “Non conosco l’imprenditore Alessandro Vetro e non mi risulta che abbia partecipato ad alcuna gara”.

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