Anche Amazon vuole TikTok

Nuovi colpi di scena per quanto riguarda il futuro di TikTok negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha esteso l’accordo per la vendita del social network cinese di 75 giorni.

Trump aveva in precedenza bannato la popolare app nel territorio Americano, a meno che non fosse acquisita da un partner statunitense. Stando agli accordi, gli investitori acquisirebbero l’80% della società, mentre la casa madre, ByteDance, conserverebbe la proprietà dell’algoritmo ma manterrebbe solo il 20% delle quote.

Secondo fonti interne al governo degli Stati Uniti, parte di questo 80% verrà concesso agli attuali investitori, tra cui General Atlantic, Kkr, Sequoia Capital e altri, mentre la parte più consistente di questa concessione sarà disposta a beneficio di nuovi potenziali investitori.

Pare che tra vari nomi d’interesse, spicchino eccellenze come, ad esempio, il Ceo di Amazon, Jeff Bezos, che recentemente ha lanciato sul tavolo la sua proposta, ma anche Oracle, Microsoft, Frank Mccourt, Tim Stokely di Onlyfan e il famoso youtuber MrBeast.

L’interesse di Amazon per TikToK non è casuale. Con oltre 170 milioni di utenti registrati negli Stati Uniti, si tratta di una platea molto ampia e versatile per il colosso dell’e-commerce, che punta alla pubblicità, alla profilazione degli utenti e all’integrazione di Amazon con il Social.

In più, grazie agli influencer, ai content creator e al servizio TikTok Shop, in cui i clienti possono acquistare prodotti direttamente dai video o dalle dirette, si creerebbero delle sinergie molto accattivanti tra le due realtà.

Agli occhi degli investitori americani TikTok ha un potenziale enorme. Nel giro di pochissimo tempo l’app è cresciuta in modo vertiginoso ed è riuscita ad ottenere ricavi invidiabili.

In ogni caso, il destino di TikTok resta ancora incerto. E non è realmente chiaro a chi verranno concesse le quote disponibili. Ciò che fa pensare ad una possibile vittoria di Bezos è unicamente la sua vicinanza a Trump ed Elon Musk. Probabilmente, la difficoltà nell’attuare fattivamente questa operazione è influenzata dalla recente introduzione di dazi riguardanti l’import-export con la Cina.

Il protezionismo, fulcro dell’amministrazione Trump, cozza con le dinamiche naturali della globalizzazione ed al momento sta creando più problemi che guadagni, pregiudicando i rapporti economici e politici degli USA con il resto del mondo.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, e non è escluso che a breve si assista a sviluppi clamorosi, che faranno luce sul destino di TikTok negli Stati Uniti.

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