Continua ad intensità variabile l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est dell’Etna, con deboli e sporadiche emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale e continuano ad essere alimentati i flussi lavici che emergono da tre fratture aperte ad alta quota. E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, osservatorio etneo, di Catania.
Intanto la protezione civile avverte: c’è “un’alta probabilità di accadimento imminente di fontane di lava” per questo il livello dall‘allerta passa a F1 del sistema Etnas che vieta l’accesso ai turisti alle zone sommitali del vulcano al di sopra dei 2.500 metri di quota. Il meccanismo scatta dopo che un software basato su alcuni parametri segnalano all’Ingv che si iniziano a superare le soglie di allerta.
Al momento, isegnali di deformazione del suolo registrati dalle reti non mostrano attualmente variazioni significative rispetto agli ultimi giorni. L’avviso per il traffico aereo emesso dall’Ingv di Catania, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), resta arancione. L’attuale fase eruttiva del vulcano attivo più alto d’Europa non impatta sulla piena operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.

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