Addio a Pasquale Pistorio il padre dell’Etna Valley

Pasquale Pistorio, ingegnere visionario che ha trasformato la Sgs-Thomson in StMicroelectronics facendola diventare una delle aziende leader del settore della microelettronica nel mondo si è spento oggi all’età di 89 anni. Ritenuto il “padre dell’Etna Valley”, Pistorio è stato tra i leader mondiali dei semiconduttori.

Originario di Agira, provincia di Enna, Pistorio venne a Catania per frequentare il liceo Bogio Lera. Laureatosi poi in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, la sua carriera internazionale è iniziata e si è affermata alla Motorola prima come agente di commercio in Motorola a Torino, passando poi a Milano, poi diventando direttore marketing per l’Europa e nel 1977 direttore mondiale per il marketing negli Stati Uniti e vice presidente della Motorola Corporation.

Rientrato in Italia negli anni Ottanta per assumere la guida come amministratore delegato della SGS group, la società versava in cattive acque e così ideo la fusione con i francesi della Thomson Semiconductors dando vita ufficialmente la StMicroelectronics, tra i leader dei semiconduttori. Con la sua visione manageriale e strategica diede vita a una realtà capace di competere con i giganti mondiali, scommettendo anche sul rilancio dello stabilimento di Catania e dando impulso a quella che sarebbe stata conosciuta come “l’Etna Valley” Un traguardo che accense un periodo fiorente e di dinamismo commerciale per il tessuto economico e sociale del territorio catanese.

Nel 2005 Pasquale Pistorio lasciò la guida della società ma venne nominato presidente onorario. Nello stesso anno ha aperto la “Pistorio Foundation” una fondazione Svizzera con sede a Ginevra attiva nel campo della salute, della nutrizione e dell’educazione dedicandosi ad iniziative filantropiche mirate tra l’altro a migliorare l’istruzione dei bambini nel Burkina Faso, Thailandia, Cambogia e Marocco.

Durante il corso della sua vita Pasquale Pistorio ricoprì numerose cariche ma rifiuto le lusinghe di un possibile ingresso in politica, fu invece vicepresidente di Confindustria e membro di numerosi consigli di amministrazione, tra cui Fiat e Telecom Italia.

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