Nella Sicilia senza acqua diventa difficile anche lavarsi. Nonostante le recenti piogge, gli invasi restano vuoti, soprattutto nella zona centro occidentale, e l’oro blu continua a essere erogato a singhiozzo in buona parte dell’isola.
Gli agricoltori, esasperati, sono scesi di nuovo in piazza: stamani hanno organizzato un sit-in davanti alla Regione siciliana, in piazza Indipendenza, a Palermo, organizzati dai Comitati contro la crisi idrica di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Un centinaio le persone in piazza: al loro fianco anche il sindaco ennese Maurizio Dipietro oltre ai rappresentanti di alcune delegazioni regionali del Codacons, il deputato regionale Ismaele La Vardera, Roberta Schillaci del Movimento 5 Stelle. Presente anche una delegazione di studenti universitari del comitato Trinacria.
“Da noi l’acqua arriva un giorno ogni sei giorni – spiega il sindaco di Enna, Maurizio Di Pietro – la richiesta concreta, che avanziamo al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è capire cosa fa la regione per tutte le attività di sua competenza. Bisogna ricordare che non occorre muoversi solo in stato di emergenza, le difficoltà sono note da tempo. Ci aspettiamo che il prossimo anno la regione faccia la sua parte, in un contesto di modificazioni climatiche ben note. L’Ancipa, che è il principale fornitore della nostra zona, ha una condotta che oggi perde novanta litri al secondo, questo è estremamente preoccupante”.
Vogliono acqua, contestano i turni e chiedono risposte.
“Siamo costretti a vegliare di notte per attendere l’arrivo dell’acqua”, dicono alcuni. “Non ce la facciamo più”.
La lunga siccità sta fiaccando alcune province, Agrigento, Caltanissetta ed Enna le più colpite, ma i razionamenti non risparmiano nemmeno il capoluogo, come abbiamo visto nei giorni scorsi. Meno drammatica la situazione nel messinese e nel catanese, ma resta l’emergenza.
Per l’acqua, “un bene primario – denunciano ancora i cittadini – paghiamo un caro prezzo, anche per la depurazione, e siamo costretti a subire ingiustizie, a comprare l’acqua per cucinare e per lavarci”.

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