Aborto farmacologico sospeso ad Acireale, parte la protesta davanti l’ospedale

Presidio, da questa mattina, davanti l’ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale, in provincia di Catania. La protesta è stata organizzata dai consultori autogestiti “Mi cuerpo es mio” e “Non Una di Meno Catania” contro la sospensione del servizio di interruzione farmacologica di gravidanza che nell’ultimo anno è stato l’unico a garantire, in tutta la provincia, la possibilità per le donne di richiedere la RU486 per abortire.

Una sospensione “inaccettabile e vergognosa” affermano le attiviste che denunciano come in Sicilia questo diritto garantito dalla legge sia in realtà poco garantito: “L’81,5% dei ginecologi, il 73% degli anestesisti e l’86% del personale non medico sull’isola rifiutano di occuparsi di un servizio essenziale per la salute delle donne”– dichiarano ancora.

Proprio per garantire la piena applicazione della legge 194 sull’isola qualche mese fa la Regione Siciliana ha approvato una legge che prevede l’assunzione, tramite concorsi pubblici, di soli medici ginecologi non obiettori, impugnata però dal governo nazionale.

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