La Germania cesserà la vendita di alcune armi ad Israele. Più precisamente, il Governo ha dichiarato che venderà a questo, solo armi ed attrezzature che non verranno impegnate su Gaza.
Non si tratta di una scelta isolata da parte di uno stato Europeo. La stessa presa di posizione era già stata effettuata dalla Spagna, dal Regno Unito e dalla Slovenia.
Nessuna di queste Nazioni però è stata mai così vicina ad Israele come lo è invece da sempre la Germania. Negli anni, infatti, il Governo tedesco ha sempre evitato di criticarne apertamente l’operato, proprio in virtù di questi rapporti storici.
Una scelta questa che avrà un forte impatto strategico e commerciale, dato che circa il 30% delle armi importate in Israele, provengono proprio dalla Germania. Seconda solo agli Stati Uniti, che da soli, smerciano invece ben il 60%.
Non si parla solo di armi, componenti per le armi e munizioni, ma anche di equipaggiamenti militari, componenti elettronici, veicoli corazzati, navi e materiali per la flotta marina.
La scelta della Germania é stata probabilmente guidata da proteste interne. Gran parte del popolo, non sosterrebbe più l’appoggio incondizionato ad Israele. Recentemente, la televisione statale tedesca indicava in un sondaggio, che ben il 73% della popolazione fosse contro l’esportazione di armi in Israele. Mentre il 30%, sosteneva addirittura un embargo completo.
Nel passato, già qualcuno aveva provato a bloccare le consegne di armi verso lo stato Ebraico. Ad esempio il Nicaragua, che si era appellato alla Corte Internazionale di Giustizia, o il caso riguardante 5 cittadini tedeschi, di origini Palestinesi, che avevano presentato una causa ad un tribunale Tedesco. Si è trattato però, sempre di interruzioni brevi e momentanee.
Il gesto, non è stato apprezzato dal Primo Ministro israeliano Netanyahu, che parlando con il cancelliere tedesco Merz, ha fortemente criticato questa sospensione parziale di vendita delle armi. Inquadrando l’atto come un favore gratuito ad uno “stato terrorista guidato dal gruppo armato Hamas”.
In verità, lo stato tedesco sostiene apertamente la campagna israelita contro Hamas, ma allo stesso tempo, è a favore dei negoziati per il cessate il fuoco nella striscia di Gaza. E, chiaramente, le armi acquistate, sono essenziali per permettere allo stato israeliano di occupare integralmente questo territorio.
Da parte del Governo tedesco, è giunta anche una richiesta formale ad Israele per aumentare gli aiuti verso la popolazione Palestinese coinvolta. E un consiglio informale, che invita lo Stato a non procedere militarmente verso l’annessione della Cisgiordania.
Israele adesso potrà rifornirsi di armi principalmente dall’America. In un momento molto delicato in cui ha già occupato ben il 75% della striscia di Gaza, e vorrebbe espandersi per controllare anche il restante 25% del territorio, avere disponibilità di armi è essenziale.
Soprattutto perché si presume che ciò che resta dell’organizzazione armata Hamas, si trovi proprio in questa zona, dove risiede gran parte della popolazione palestinese sfollata. Il piano israeliano sarebbe stato di evacuare la popolazione verso sud, con l’obiettivo di distruggere definitivamente Hamas, estirpandola.
Netanyahu sostiene che Israele non è intenzionata a governare la striscia di Gaza. Gli obiettivi sono unicamente disarmare Hamas, recuperare gli ostaggi, smilitarizzare la striscia di Gaza e garantire la sicurezza sul territorio istituendo un Governo che non sia gestito né da Hamas, né da Gaza, né dall’Autorità Nazionale Palestinese, ma che coinvolga invece delle Forze Arabe terze, attualmente ancora non specificate.

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