West Nile, registrato primo caso nel Catanese: le raccomandazioni degli esperti

West Nile, i primi casi di “Febbre del Nilo” registrati in Sicilia fanno paura. Entrambi si sono verificati nel catanese: prima un cavallo infetto in un maneggio di Misterbianco, poi un casertano di 74 anni, ricoverato in rianimazione all’ospedale Cannizzaro.

Le infezioni nel resto del Paese intanto aumentano, ne sono state individuate altre 89 nel 2025, più del doppio di quelle registrate nel precedente bollettino pubblicato la scorsa settimana. Nove sono i decessi, l’ultimo dei quali un uomo di 76 anni nel casertano.
Il virus trasmesso dalle zanzare, rischia di creare psicosi ma la situazione nell’Isola è sotto controllo, assicurano gli esperti.

Da una parte ci sono controlli della Regione che, attraverso i centri trasfusionali tiene alta l’attenzione per evitare di mettere in circolo sangue infetto. Dall’altro, ci sono le Asp che hanno potenziato i controlli e piazzato le trappole per le zanzare in maniera capillare.

Secondo gli esperti,  in Sicilia dunque i rischi ci sono ma sono molto bassi. In sostanza, si può stare tranquilli, anche se, si raccomandano, occorre essere prudenti, cercare di stare lontani dai ristagni di acqua, coprirsi il più possibile nelle ore di maggiore presenza di zanzare come la mattina e la sera e usare repellenti.

Anche perché, riconoscere il virus non è facile: la maggior parte delle persone infette non mostra alcun segno. Fra chi mostra sintomi, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei». 

Ma i sintomi possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari».

Gli effetti, invece, possono essere più pericolosi negli anziani e nelle persone debilitate.

Intanto, il Governo rassicura. 

“Non siamo di fronte a un’emergenza sanitaria, i dati sulla circolazione del virus West Nile sono in linea con gli anni precedenti, con al momento solo una diversa distribuzione geografica” è quanto dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e dell’emergenza sanitaria, rivolta ai cittadini.

Il West Nile Virus (WNV) è endemico in Italia e ogni anno, a partire dal 2008, si registrano casi provenienti da diversi territori italiani. La circolazione stagionale del virus è attesa e costantemente monitorata attraverso una rete integrata di sorveglianza che coinvolge la componente umana, quella veterinaria ed entomologica, come previsto nel Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025, coordinato dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità.  L’obiettivo è quello di individuare tempestivamente la presenza del virus nei territori, per limitare al massimo il rischio per la salute pubblica, intervenendo con attività di disinfestazione ambientale, affidate alle attività locali, e con misure di protezione individuale.

 

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