Senza tetto e accoglienza, a Catania botta e risposta tra la rete “In Strada” e il Comune

Nessun dormitorio pubblico, servizi frammentati, decine di persone costrette a dormire per strada nonostante finanziamenti milionari ricevuti dal Comune. È questo il quadro tracciato dalla rete di associazioni e sigle sindacali “In Strada Catania”, impegnata da mesi sul fronte dell’accoglienza delle persone senza dimora. Le organizzazioni hanno denunciato “l’inadeguatezza delle politiche sociali comunali e l’assenza di interventi strutturali per affrontare la crisi abitativa cittadina”.

A preoccupare le realtà della rete è lo scollamento tra le risorse economiche disponibili e l’assenza di risultati concreti:

La rete “IN STRADA Catania” chiede soprattutto l’attivazione immediata di un dormitorio a bassa soglia, accessibile senza filtri burocratici e pensato come primo passo verso l’inclusione.

A replicare alla rete è l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Catania, Bruno Brucchieri. “L’amministrazione comunale ha sempre riservato grande attenzione al tema della marginalità sociale e, in particolare, alla condizione delle persone senza fissa dimora – afferma in una nota. Attraverso un lavoro costante e articolato, portato avanti in sinergia con ASP, Prefettura, Città Metropolitana e terzo settore, si è dato vita a una rete solidale ed efficace

Brucchieri ha parlato del bando pubblico, pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Catania lo scorso marzo, per l’istituzione di un centro diurno e un centro notturno rivolti ai senza fissa dimora. Il bando è stato già aggiudicato e si è in attesa della firma del contratto per l’avvio del servizio – ha detto. All’articolo 9.2 del capitolato è indicato chiaramente che il centro notturno è destinato “a soggetti fragili ed in estrema marginalità sociale”.

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