Una scoperta archeologica di grande valore a Licata, per un progetto promosso dal “Parco Archeologico della Valle dei Templi” in collaborazione con il CNR – ISPC di Catania avente a oggetto l’antica Finziade.
Si tratta di un sito ancora poco esplorato, che negli ultimi due anni è stato oggetto di scavi. Il Finziade Project, ha portato alla luce uno spaccato di eccezionale interesse riguardante la vita quotidiana, l’economia e la spiritualità dell’ultima colonia greca fondata in Sicilia.
Fintias, dal greco, è stata fondata nel 282 a.C. dal tiranno di Acragas, Finzia. Ne parla in un suo scritto Diodoro Siculo, in cui descrive il trasferimento degli abitanti di Gela, nella nuova città dotata di mura, agorà e templi.
La storia della città è stata abbastanza tumultuosa. È caduta in mano ai cartaginesi nel 310 a.C. e, successivamente, è stata liberata dai romani durante la prima guerra punica, diventando un importante emporio commerciale.
I recenti ritrovamenti, sono legati al periodo Ellenistico-romano e le indagini sono state concentrate volutamente nelle aree residenziali. Tra i più significativi, spiccano ambienti domestici perfettamente conservati e un laboratorio artigianale chiamato Casa XIX, che conteneva gli strumenti per la produzione di lucerne e di statuette votive, forni, vasche e delle matrici per creare le statue.
Ritrovati anche statuette votive, oggetti rituali e un sacello intatto di 2000 anni fa, un reperto raro, che ci mostra le pratiche religiose del tempo. Dagli scavi sono emersi anche oggetti quotidiani legati agli svaghi, come ad esempio dei dadi o una testa leonina.
Ovviamente, insieme ai reperti stanno venendo alla luce abitazioni, strade e fortificazioni di quella che è una città complessa, dedita all’artigianato e al commercio, che ha visto il successo con i romani.
Il Finzia Project, è una novità per il mondo dell’archeologia, in quanto parliamo di archeologia collaborativa e partecipativa. Sotto la direzione generale di Roberto Sciarratta e la direzione scientifica di Maria Concetta Parello e Alessio Toscano Raffa, la missione coinvolge circa 25 persone tra ricercatori, archeologi e studenti provenienti da diverse università siciliane. Anche la comunità locale è stata coinvolta: partecipano agli scavi i volontari dell’Associazione GRAL – Gruppo di ricerca archeologica alicatese e parte degli studenti liceali facente parte di progetti scuola-lavoro.
Una vocazione pubblica per un progetto partecipativo e allo stesso tempo di grande valore per la comunità, non solo alicatese, ma siciliana.
“I risultati archeologici che giungono da Licata – spiega il direttore del Parco Roberto Sciarratta – confermano l’importanza di questo sito archeologico, ma soprattutto la bontà del lavoro fatto per investire sulla ricerca e la valorizzazione di un’area che può rappresentare una risorsa importante per il territorio, non solo da un punto di vista della ricostruzione della storia locale ma anche per sostenere lo sviluppo turistico. Inoltre questa apertura costante a cittadini, studiosi e associazioni ha trasformato lo scavo in uno spazio di dialogo, formazione e cittadinanza attiva rendendo l’archeologia non solo una disciplina scientifica, ma anche uno strumento di costruzione di identità collettiva e partecipazione culturale”.
Un sito archeologico, che dal 2024, anno di inizio degli ultimi scavi, sta regalando splendidi manufatti e spostandosi di casa in casa, si sta identificando meglio l’area urbana. Nel 2024, infatti, era stata portata alla luce la casa 18. Quest’anno si è deciso di lavorare invece sulla casa 19.
Un percorso questo che ci auguriamo continui nel tempo fino a riesumare l’intera città di Finziade, riportandola al suo antico splendore.

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