Sembra incredibile. Con i millimetri di pioggia caduti quest’anno e un mese di marzo più piovoso che soleggiato, si fa fatica a credere che in Sicilia sia ancora in atto l’emergenza idrica. Eppure, sono tante le grida di allarme sulla possibilità che l’acqua possa mancare nei prossimi mesi. E che si possano verificare le condizioni drammatiche dello scorso anno, con acqua razionata e campagne a secco.
La situazione sembra ancora allarmante, dunque, in particolare nella Sicilia occidentale e nel capoluogo. Dove, secondo i dati diffusi da Amap la scorsa settimana la tendenza resterebbe negativa, soprattutto nel confronto tra il primo trimestre del 2025 e gli anni precedenti. L’azienda che gestisce il servizio idrico, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Palermo, ha deciso di sospendere il piano di razionamento nei giorni delle prossime festività.
“Le piogge del primo trimestre del 2025, seppur significative rispetto agli ultimi tre anni – precisa in una nota l’azienda – hanno avuto effetti benefici sui volumi accumulati negli invasi, ma è necessario precisare che le riserve idriche complessivamente risultano ancora inferiori di circa 5 milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, già particolarmente critico”.
Occorre stringere ancora i denti, dunque, e a continuare a limitare l’uso dell’acqua. Anche se, il dirigente della protezione civile regionale, Salvo Cocina, abbassa i toni. “E’ fondamentale evitare allarmismi ingiustificati, spesso generati da notizie o dichiarazioni non supportate da dati pertinenti e aggiornati – afferma. Il governo regionale – prosegue – ha promosso ed emanato tutti i provvedimenti possibili, fra cui l’istituzione della Cabina di regia, Conseguentemente, i gestori della rete idrica hanno realizzato centinaia di interventi per far fronte all’emergenza, reperendo nuove fonti d’acqua e riducendo le principali perdite. Resta di emergenza, ma comunque gestibile, la condizione nella Sicilia occidentale, dove le piogge invernali sono state in realtà scarse per il terzo anno consecutivo e gli invasi risultano riempiti in misura minore anche rispetto allo scorso anno – ammette Cocina, Tuttavia, proprio grazie agli interventi già effettuati sotto la regia regionale, la situazione presenta oggi segnali di netto miglioramento.
“I numerosi progetti, approvati dalla Cabina di regia di Palazzo d’Orléans e finanziati con 80 milioni dalla Regione e 48 dallo Stato, consentono oggi di poter contare su scorte idriche sufficienti negli invasi per almeno 11 mesi, fino a marzo del prossimo anno. Questo anche nell’ipotesi, altamente improbabile, che non si verifichino più precipitazioni fino a quella data e senza considerare l’apporto che arriverà dai tre dissalatori di Porto Empedocle, Gela e Trapani, che saranno pronti prima dell’estate, e dai due di Palermo – conclude – per i quali a breve sarà pubblicato l’avviso per il progetto di finanza. Riconosciamo – conclude Cocina – che la situazione rimane seria e richiede un monitoraggio costante e interventi non solo emergenziali ma anche strutturali, ancora più costosi, ma pure avviati e in corso, fra cui il rifacimento di intere reti idriche cittadine che hanno perdite notevoli i e i dissalatori, ma non si può parlare di uno scenario drammatico come quello affrontato nella seconda metà dello scorso anno”.

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