L’assurda morte di Gioacchino Vaccaro: una vicenda che riguarda tutti noi

Una vicenda assurda, surreale. Un atto di crudeltà inaudita, come ha detto il sindaco di Partinico Pietro Rao. Inspiegabile. Anche volendo trovare una spiegazione. La morte di Gioacchino Vaccaro, di 45 anni, fruttivendolo molto noto in città, lascia senza parole. 

L’aggressione per una mancata precedenza, per un rimprovero, per nulla. I pugni e i calci, botte e percosse per ribadire la legge del più forte. 

Quasi non fossimo in uno stato di diritto, quasi non ci fosse la legge e la giustizia.

I fratelli Failla hanno riferito tutto ai carabinieri: sono stati fermati per omicidio preterintenzionale. Loro non volevano uccidere. Se il decesso è stato causato dalle percosse o da un malore sarà l’autopsia a deciderlo. Ma resta il fatto che un uomo è morto. 

E questa è una sconfitta per tutti, una vicenda che poteva capitare a ognuno di noi. Da una parte e dall’altra. 

“Nessuna giustificazione può spiegare un atto così crudele, nessuna parola può colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza – dice ancora il sindaco Rao. Non possiamo permettere che la violenza venga banalizzata o giustificata, anche quando la causa appare insignificante” – aggiunge, chiedendo rispetto per il dolore. Ma lanciando anche un monito:  “Oggi più che mai, dobbiamo riflettere sul valore della vita, sulla necessità di promuovere il dialogo, il rispetto e la comprensione reciproca. La vita di ogni persona deve essere protetta, rispettata e, soprattutto, celebrata. Non possiamo più tollerare che la violenza diventi la risposta a ciò che non comprendiamo o non accettiamo” – conclude.

No – aggiungiamo noi: non possiamo farlo. Non dobbiamo farlo.

Foto Comune di Alcamo

 

 

 

 

 

 

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