“La mia famiglia e i miei amici sanno che quest’anno dovrei laurearmi, ma in realtà mento a tutti da anni e finora ho dato solo pochi esami”.
BUCO DELLA SERRATURA – I SEGRETI CHE NON OSI RACCONTARE
Ci sono storie che non possono essere confessate nemmeno agli amici più cari. Desideri inconfessabili, scelte sbagliate, verità scomode che restano intrappolate dentro di noi e necessitano di uscire. Eppure, ogni segreto ha bisogno di un orecchio disposto ad ascoltare.
Benvenuti in “Buco della Serratura”, la rubrica dove i lettori possono raccontare tutto ciò che nella vita reale deve rimanere nascosto. Qui non giudichiamo, non condanniamo, ma diamo voce a ciò che spesso resta soffocato.
Se hai una storia da condividere, scrivici. Perché a volte, anche il più piccolo spiraglio di verità può cambiare tutto se osservato da un buco della serratura.
Sulla scia della scorsa settimana abbiamo deciso di pubblicare questo messaggio ricevuto da una ragazza di Agrigento che vive e studia a Bologna.
“Amici di RSC, mi chiamo Giulia e ho 28 anni. Vi scrivo perché non riesco più a tenere dentro quello che sto facendo. Da anni mento alla mia famiglia, ai miei amici, a chiunque mi sta vicino. Ho fatto credere a tutti di stare per laurearmi, di aver dato tutti gli esami, che fosse solo questione di tempo per finire la tesi. La verità è che non ho mai completato neppure il primo anno di università.
Ho iniziato a studiare con entusiasmo, ma dopo poco le cose hanno iniziato ad andare male. Ho fallito alcuni esami, mi sono sentita inadeguata, incapace di stare al passo. All’inizio ho nascosto i problemi pensando che sarei riuscita a rimediare, che fosse solo una fase. Ma il tempo passava, e più passava, più diventava difficile dire la verità. Così ho iniziato a mentire.
Inventavo esami superati, sessioni stressanti, progetti di tesi. Parlavano di me con orgoglio, e io annuivo, con il terrore che qualcuno scoprisse tutto. Ogni volta che mia madre diceva a qualcuno “Mia figlia è quasi laureata”, sentivo un nodo allo stomaco, il cuore che si stringeva fino a farmi mancare l’aria. Ogni sera, chiusa in camera, piangevo in silenzio per non farmi sentire, soffocata dalla vergogna e dalla paura. Ma non riuscivo a fermarmi. Era come se fossi finita in un vortice, e ogni bugia ne richiedeva un’altra.
La situazione è peggiorata quando la mia famiglia ha iniziato a programmare la festa di laurea. Vengo da una famiglia del Sud, dove la laurea è un traguardo da celebrare in grande, con parenti che arrivano da ogni parte, bomboniere, inviti spediti con mesi di anticipo. Mia madre ha già scelto il ristorante, mio padre ha ordinato il completo per l’occasione, mia nonna ha iniziato a risparmiare per regalarmi un viaggio. Ogni volta che parlano dei preparativi sento il sangue gelarsi nelle vene. Non posso più rimandare, non posso più trovare scuse. Il giorno della laurea non arriverà mai, e quando la verità verrà fuori, sarà un disastro.
Quando sono arrivate le domande sulla laurea, ho continuato a rimandare. Problemi burocratici, professori assenti, intoppi improbabili. Nessuno sospettava, nessuno metteva in dubbio le mie parole. La verità è che non volevo deluderli, non volevo vedere la delusione nei loro occhi. Ma intanto la mia vita si fermava. Non cercavo un lavoro serio perché, ufficialmente, dovevo ancora laurearmi. Non riuscivo a costruire nulla, bloccata da una bugia che mi pesava addosso ogni giorno di più. Mi sentivo un fantasma, intrappolata in un’esistenza sospesa, con il terrore costante di essere scoperta e di perdere tutto.
Ora non ce la faccio più. Non dormo, non riesco a guardare mia madre negli occhi senza sentirmi un’estranea. Ogni mattina mi sveglio con un senso di oppressione sul petto, come se qualcosa mi stesse schiacciando. Mi odio per quello che ho fatto, per non essere stata abbastanza forte da fermarmi prima. Devo dirlo. So che farò male a chi mi vuole bene, so che forse perderò la loro fiducia. Ma non posso più vivere così.
Scrivo questa lettera perché so di non essere l’unica. So che altri ragazzi si sono trovati in questa situazione, intrappolati in una menzogna più grande di loro. A chiunque si riconosca nelle mie parole, dico solo: dite la verità prima che sia troppo tardi. Il peso della bugia diventa insostenibile, e alla fine si rimane soli con la propria vergogna.”
Cara Giulia, ti ringraziamo per aver condiviso la tua storia con noi e con i nostri lettori. Il tuo racconto è un doloroso ma importante esempio di come la paura di deludere gli altri possa spingerci a costruire gabbie invisibili attorno a noi stessi. Il coraggio di ammettere la verità, anche dopo tanto tempo, è un atto di grande forza.
Molte persone si troveranno a rivedersi nelle tue parole. La pressione sociale, le aspettative familiari e la paura del fallimento possono diventare pesi insostenibili. Ma la tua decisione di affrontare la verità è la dimostrazione che, per quanto difficile, c’è sempre un modo per ricominciare.
Ti auguriamo di ritrovare la serenità e la fiducia in te stessa. Il primo passo lo hai già fatto: accettare il passato e scegliere di non lasciare che questo definisca il tuo futuro.

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