Ex province, Tar respinge i ricorsi del Centrodestra

Ex province, nulla di fatto. Ieri, i quattro ricorsi presentati al TAR di Palermo per sospendere le elezioni di secondo livello delle ex province siciliane, previste per il 27 aprile come da decreto del Presidente della Regione, Renato Schifani, su proposta dell’assessore regionale alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, Andrea Messina sono stati respinti per difetto di giurisdizione. I ricorsi, patrocinati dall’avvocato Agatino Cariola, erano stati avanzati da Filippo Drago, Giambattista Genovese, Maria Foti e Francesco Sgroi.

Le elezioni riguarderanno dunque i Presidenti e i consigli dei sei Liberi Consorzi, oltre ai consiglieri delle tre Città Metropolitane, i cui Presidenti coincidono con i sindaci dei comuni capoluogo. Il centrodestra sperava in un rinvio delle elezioni per guadagnare tempo in vista della riforma delle Autonomie locali. Tuttavia, con il rigetto dei ricorsi, sarà necessario trovare un accordo per le candidature. Il che non sarà semplicissimo, dato anche il poco tempo a disposizione.

Intanto, Genovese annuncia che ricorrerà al Consiglio di giustizia amministrativa. “Porterò avanti il ricorso al Cga mentre altri si rivolgeranno al giudice ordinario” – afferma il presidente del consiglio comunale di Ispica (Ragusa) “La battaglia per il diritto al voto diretto non si ferma. Perché la democrazia non si aggira, non si manipola, non si negozia”. Ma intanto, la modifica istituzionale avviato all’epoca del presidente Crocetta andrà avanti.

Le ex Province andranno al voto e, seppur non in maniera diretta, saranno i cittadini attraverso i sindaci e i consiglieri comunali a decidere chi dovrà amministrare gli enti”.

Per i sei Liberi consorzi (Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa) si voterà per il consiglio e per il presidente, mentre le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina eleggeranno soltanto il Consiglio dal momento che la guida dell’ente viene affidata ai tre sindaci metropolitani.

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