Oltre 3 milioni di euro sono stati sequestrati a uno dei principali fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, ovvero l’autista Lupino, già condannato in via definitiva, alla pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione. L’indagini ha fatto luce su flussi di denaro diretti a finanziare la latitanza del “boss” di Cosa nostra, ovvero bonifici e assegni emessi a favore di una delle persone più vicine al boss, indice di una concreta attività di sostegno assicurata attraverso la messa a disposizione di ingenti somme di denaro.
Pertanto, il Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, in accordo con le ricostruzioni dei finanzieri e condividendo quanto prospettato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nel ravvisare una situazione di evidente sperequazione tra fonti di reddito e impieghi, ha disposto il sequestro di: – n. 2 società operanti nel settore della coltivazione, lavorazione e conservazione di frutti oleosi, frutta e ortaggi, ubicate entrambe a Campobello di Mazara (TP); – n. 7 immobili (appartamenti e terreni), localizzati a Campobello di Mazara (TP) e Castelvetrano (TP); – n. 3 rapporti bancari; – n. 1 autoveicolo, Referente: Col. t.SPEF Carlo Pappalardo Comandante del Nucleo PEF di Palermo; Contatti: 3358359739 per un valore complessivo stimato in oltre 3 milioni di euro.
Il servizio testimonia ancora una volta l’azione che la Guardia di finanza svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità, consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza. Il provvedimento è stato disposto in attesa del contraddittorio che avrà luogo nell’ambito dell’udienza fissata dinanzi al citato Tribunale.

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